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IL COMMENTO

Non tutto è concesso a tutti

  

Pierluigi Visci LA CRONACA nera ha sempre esercitato grande fascino sul pubblico. Più il caso è eclatante, a tinte forti, con dosi di mistero, tanto più si accende la passione. È una morbosità che si manifesta con la gente in fila davanti ai tribunali per un posticino in piedi in aule affollate. Succede da sempre, dai tempi del delitto di via Monaci (caso Fenaroli) o del «caso Bebawi». O, più recentemente, per il processo di Anna Maria Franzoni.

 La morbosità è sempre stata alimentata dal «giallo» che contrappone i «colpevolisti» agli «innocentisti». La stessa morbosità si manifesta già (con la gente che pensa di prenotare il numerino, come dal salumiere) per il processone a carico dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati della terribile strage di Erba. E come sarà per il delitto di Garlasco. Per vedere il «mostro», o il bel Azuz, anche solo un attimo e da lontano.

 

Una forma, comunque, di giustizia spettacolo, alimentata dai talk show televisivi, dalle riviste popolari, dalle cronache dei giornali. Ma se anche un ubriaco al volante che uccide quattro ragazzi diventa una star televisiva, autore di memoriali in esclusiva, con press agent di vip al seguito e telecamere a riprenderlo nel luogo — già privilegiato — dove sconta la pena ai domiciliari, questo è davvero troppo.

È IL CASO del giovane rom Marco Ahmetovic, che oggi comparirà — salvo divieti dell’ultim’ora — in un programma televisivo pomeridiano. Ci chiediamo quali obblighi i giudici hanno dato a un condannato a sei anni e mezzo di reclusione, generosamente dirottato in un residence, che almeno nei rapporti con l’esterno dovrebbe assomigliare a una cella. Così, evidentemente, non è. «Anch’io sono un essere umano», titola il libro di Ahmetovic, comunicato alla stampa via mail dallo stesso... detenuto. Essere umano, certo.

Con un doveroso, silenzioso, percorso di espiazione, per rispetto ai quattro ragazzi che ha ucciso e ai loro familiari addolorati e, come noi, indignati. Lasciamo Corona a prosperare sulle disavventure giudiziarie, peraltro veniali rispetto a quelle di Ahmetovic. Il giovane rom ci può pure provare, ma il circo mediatico che si muove attorno a lui dovrebbe riflettere un minuto di più.

DI PIERLUIGI VISCI

  • 27/10/2007 11:01

    Con queste sentenze e queste "concessioni" a chi delinque mi chiedo se l'effetto sulla gente sia il pensare che si può infrangere la legge per essere un personaggio e non un criminale che deve pagare un debito alla società e che le persone non credano che la vita quotidiana sia solo un grande show dove tutto è concesso.
  • 27/10/2007 13:39

    Certo che quando uno che avrebbe meritato l'ergastolo se la cava con gli arresti domiciliari non c'è da stupirsi che poi cerchi pure di sfruttare economicamente la vicenda. Indecente.
  • 27/10/2007 16:27

    Purtroppo commentare serve a ben poco, ma almeno sarà uno sfogo. I Rom nel ns. paese godono di privilegi e incolumità dovute al fatto che il pensiero comune, anche da parte delle forze dell'ordine, è: "Tanto non c'è nulla da fare, non serve arrestarli, non serve punirli....." Ma allora cosa dobbiamo fare? Forse diventare come loro che oltre tutto ci deridono perchè si sentono onnipotenti? Poi è chiaro che quanto successo ad Ahmetovic poteva capitare a chiunque, ma forse non avrebbe ricevuto lo stesso trattamento ed ora non starebbe per scrivere un libro. Ma chi glielo scrive? E soprattutto chi glielo pubblica? Forse è su questo che dovremmo fermarci a riflettere. Che tristezza.....!!!
  • 28/10/2007 10:11

    Siamo orami un paese allo sbando mentre i nostri politici perdono tempo guardandosi allo specchio come sono belli e bravi facendo partiti nuovi con gente vecchia, pensando a come arraffare quattirini e a far finta di modifcare o cancellare i privilegi, la gente comune ceh paga le tasse e mantiene tutta la bartaccca, non arriva alla fine del mese4 e si deve difendere da deliqneunti di tutte le razze (italiani compresi) ceh agiscono nelal cenrtezza di NON ESSERE MAI PUNITI.
  • 28/10/2007 14:02

    Letto vostro articolo, inerente al rom sono vicino ai genitori dei ragazi uccisi, e' una cosa vergognosa che invece di fargli fare il carcere lo si faccia diventere "divo" e ora di finirla. Sperando che la giustizia capisca qualcosa rimandiamolo nel suo paese. grazie per la cortese attenzione saluti.
  • 28/10/2007 17:49

    Una sola parola e' giusta quando si vedono certe cose. VERGOGNA
  • 28/10/2007 18:59

    Oramai è risaputo da tutti, che la maggior parte dei politici stanno attacati alle loro sedie solo per soldi e per potere e non certo per dedizione al Paese e per spirito di servizio. Ma alla fine la colpa è tutta nostra, nostra come cittadini, che protestiamo per poi lasciare che tutto vada come sempre. Dovremmo farci sentire di più, imparando a fischiarli quando li incontriamo, nei comizi ecc e non viceversa che ci speliamo le mani a furia di applaudirli. Allora si che in quei posti ci andrebbero persone più meritevoli, capaci più disposti al sacrificio. E' di gente cosi' che ha bisogno l'Italia non di fannulloni o fanfaroni e forse finiremmo di assistere ogni giorno a mille commedie. Si dice che la stampa,i mass midia non dovrebbero riportare certe notizie(vedi il Sig Rom, il giudice Forleo, le case comprate a Roma dai politici a prezzi stracciati e via dicendo); fin che è cosi vuol dire che c'è ancora un po' di democrazia, anche troppa si direbbe! Antonio
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