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La Forleo in lacrime: "Tentano di delegittimarmi"

Il Gip di Milano si è commossa ritorando il premio Borsellino. La Finocchiaro: "Fossi in lei non andrei in tv". Intanto il nuovo pg avverte De Magistris: "I giudici parlino con i provvedimenti" Commenta

il gip di milano clementina forleo ROMA, 28 ottobre 2007 - SE IL BUONGIORNO si vede dal mattino, il nuovo procuratore generale di Catanzaro non pare destinato ad una naturale sintonia con un pm come De Magistris. A sostegno del quale ieri a Cosenza — animato dal movimento ‘E adesso ammazzateci tutti’ e da Sd, Sdi, Verdi — si è svolto un corteo con tanto di striscioni anti-Mastella e di fazzoletti bianchi «per affermare la legalità e la purezza della giustizia».

Enzo Iannelli, per dieci anni a Pisa («Un ufficio che era come una famiglia, che lascio con amarezza rivendicando con orgoglio i risultati ottenuti»), nominato con voto unanime dal Csm nuovo procuratore generale di Catanzaro, preannuncia di essere pronto alla nuova sfida professionale. «Vado a Catanzaro — dice parlando con i giornalisti al Congresso di Unità per la Costituzione, la corrente di centro dei magistrati, a cui aderisce — molto sereno e deciso ad operare con grande determinazione e coraggio», come è doveroso fare «nei tempi di fibrillazione, come quelli che oggi caratterizzano il contesto calabrese».

 

Si sottrae dal dare un giudizio sul pm di Catanzaro Luigi De Magistris («Il caso è ora di competenza del Csm e io mantengo il riserbo sulle mie valutazioni»). Ma da come descrive il suo modo di concepire la figura del magistrato non è difficile capire come la pensa: «Il mio modello di magistrato — dice — è quello che parla con i provvedimenti e non con i proclami». Un magistrato che ha come suo unico riferimento «il rispetto assoluto delle legge e della Costituzione» e che non cerca l’appoggio della piazza. La sua pare una impostazione molto diversa da quella di magistrati come Clementina Forleo, che anche ieri ha sottolineato che «in questo momento c’è bisogno di gente che non si faccia i fatti propri. Anzi, c’è bisogno di un impegno collettivo e di combattere contro i bassi tentativi di denigrazione del magistrato».



RITIRANDO il premio Borsellino, si è anche un po’ commossa, la Forleo. "Oggi — ha spiegato in lacrime — sono un po’ scossa perchè su un quotidiano nazionale c’è l’ennesimo tentativo di delegittimazione del mio operato. Qualcuno ha voluto manipolare, dandomi l’immagine di un fiume in piena, di una sorta di pazza che sta perdendo l’equilibrio. Spero che il potere mediatico non faccia il gioco dei poteri forti».

Ma non tutti sono d’accordo con il suo approccio. «Se fossi in lei — ha detto l’altroieri sera il capogruppo dell’Unione al Senato, Anna Finocchiaro — andrei molto di meno in televisione, specie se crede di avere delle ottime ragioni». E’ la linea della sobrietà richiamata dal presidente Napolitano, che pure ieri, in un messaggio al convegno ‘Magistratura e potere politico 1927-2007’ ha ricordato «il ruolo svolto in condizioni drammatiche da una magistratura coraggiosa e garante della libertà del processo».
a. farr.

  • 28/10/2007 14:05

    difronte ai poteri forti bisogna rassegnarsi se no e' come andare con una barca contro corrente ormai non si puo' piu fare un bel niente,viva l'italia libera, mica tanto...
  • 28/10/2007 14:44

    La C. Forleo mi sembra una persona sana di mente, genuina e volenterosa. Credo anche che sia giusto il fatto che si rivolga ai media per mettere in risalto alcune sfaccettature del suo lavoro. Sono convinto che le piovano addosso tante pressioni, ma quelle pressioni anche se rivolte a lei, interessano anche noi,e pure tanto tra l'altro! Sveglia! La sobrietà declamata da Napolitano è un fatto tra signori, credo che in questo contesto ce ne siano pochi! VIVA L'ITALIA
  • 28/10/2007 18:12

    Penso che dovremmo essere tutti grati a Forleo e De Magistris. I politici ed anche il capo dello stato (super politico pure questo) dovrebbero chiedersi perchè la gente si schiera lontano da loro, non autoproteggersi a vicenda ...
  • 28/10/2007 20:07

    Massima solidarietà alla Forleo e a De Magistris. Presidente Napolitano,proteggili. Luigi.
  • 28/10/2007 23:36

    "Non andare in televisione": incredibile. Si è forse dimenticate la fine che hanno fatto i giudici che hanno emesso "certi" provvedimenti e non sono andati in tv? MORTI AMMAZZATI! FORZA FORLEO! FORZA DE MAGISTRIS!
  • 29/10/2007 01:48

    Quando investigavano su Berlusconi, i Magistrati erano i salvatori della patria. Però, se qualcuno onesto e coraggioso indaga su esponenti della sinistra: apriti cielo, li fanno passare per pazzi o li trasferiscono. Ma cosa dovrebbe fare un Magistrato che nell'adempimento del proprio dovere si vede aggredito dal Governo e da una frangia della stessa magistratura? Dovrebbe forse adeguarsi al marciume per sopravvivere? E' dunque sacrosanto il suo diritto di rivolgersi direttamente al popolo tramite stampa e TV per denunciare pubblicamente abusi e soprusi. Come cittadini votanti abbiamo tutto il diritto di conoscere i loschi ratroscena di un sistema in avanzata putrefazione. Bravi De Magistri e Forleo, siamo tutti con voi. Per l'amor di Dio non fatevi intimidire e non fermatevi !!!
  • 29/10/2007 09:13

    Sto con la Forleo
  • 29/10/2007 09:27

    Credo fortemente che un buon magistrato parli con i fatti e non con le interviste televisive. Andare in televisione ha il solo e unico scopo di farsi vedere... Se poi qualcuno riesce a spiegarmi in che modo andare in televisione può aiutare le indagini di un magistrato...
  • 29/10/2007 10:33

    La casta si difende a tutti i livelli istituzionali esternando sui giornali ed in televisione. Perchè non dovrebbero esternare anche quei magistrati coraggiosi che combattono contro un sistema perverso-trasversale costituito da politici-faccendieri - magistrati cagasotto - forze dell'ordine e via dicendo per far sapere ai cittadini quanta feccia galleggia in questo mondo di magna magna? Bravo De Magistris, brava Forleo. Sono però pessimista perchè saranno fermati.
  • 29/10/2007 19:31

    La dott.ssa Forleo parla di morte dei suoi genitori in un incidente automobilistico, dopo aver subito minacce su questo, ha avuto l'azienda e la casa bruciata, riceve pallottole per posta, minacce dall'ambiente istituzionale.... ma quale discrezione deve avere? Gli indagati piuttosto, di qualsiasi parte stiano, si giustifichino davanti alla Corte di Giustizia, che dovrebbe essre uguale per tutti.
  • 31/10/2007 09:10

    Lamentarsi perchè i magistrati vanno in televisione significa scambiare la causa con l'effetto.Vanno in televisione perchè intervistati dai pochi giornaliti che ancora fanno il loro lavoro per dare una informazione più completa di quanto sta accadendo, se non avessero denunciato gli eventi di questi giorni quante persone sarebbero ora informate delle enormità che stanno accadendo? Quindi indignamoci quando i politici o i giornalisti non si preoccupano di fare gli interessi degli Italiani o non fanno una corretta informazione e non se i magostrati vanno in televisione.In un Paese che funziona non ce ne sarebbe bisogno, purtoppo in Italia non è così.Viva la Giustizia.
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