"Non mi spaventano i proiettili che ho ricevuto e che potrò ancora ricevere e gli attacchi che ho ricevuto e riceverò in futuro da ambienti istituzionali colpevoli di gravi azioni e omissioni". Clementina Forleo ha il pregio della chiarezza: per questo, per il suo coraggio e per la sua determinazione, merita soltanto ammirazione e rispetto, moltiplicati dalla decisione di rinunciare alla scorta in polemica contro chi non indaga a sufficienza contro le denunce da lei presentate. Sabato, a Pescara, il giudice milanese ha ricevuto il premio Paolo Borsellino insieme con Henry John Woodcock.
A consegnare il riconoscimento è stata Olga D'Antona, vedova del giuslavorista assassinato dalle Br. Clementina si è commossa e le sue sono le lacrime di chi crede ancora che un'altra Italia sia possibile. Un'Italia totalmente diversa dalla penisola dei cialtroni che ci circondano ogni giorno, come se fossimo eterni prigionieri della maledizione di una politica inetta e incapace, i cui protagonisti sono dediti alla conservazione della poltrona e se ne fregano di tutto il resto. Ha annotato Forleo: "Borsellino ci ha insegnato che non bisogna cedere ai poteri forti, qualunque colore essi abbiano e dietro qualunque essi si nascondano".
E pensare che un ex magistrato oggi saldamente assiso dentro il Palazzo, ha avuto l'improntitudine di criticare Clementina perché, assieme a Luigi De Magistris, è andata in tv a raccontare le cose come stanno. Come se i magistrati impegnati in prima linea contro la criminalità e il malaffare non avessero diritto di parola, come se dovessero subire in silenzio le minacce e le intimidazioni "anche da ambienti istituzionali", come se in questo incredibile Paese quelli che fanno il proprio dovere fossero dei reietti. Coraggio Clementina, non mollare mai.
di Xavier Jacobelli
L'attrice ha 'esordito' a Wall Street suonando la tradizionale campanella del listino tecnologico. La Falchi sta promuovendo il film 'Sorry You Can't Get Through' con la regia di Genovese e Miniero