La donna era stata aggredita, seviziata e gettata in un dirupo. Arrestato un rumeno di 24 anni. Il capo della Squadra mobile: "Potrebbe essere stata colpita con oggetti contundenti. Non c'è la prova che sia stata violentata". Controlli a tappeto nei campi nomadi romani. Saranno abbattute le baracche
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Roma, 1 novembre 2007 - E' morta all'ospedale Sant'Andrea di Roma Giovanna Reggiani la 47enne aggredita, rapinata e seviziata ieri da un nomade romeno nella zona di Tor di Quinto. L'ultimo bollettino medico parlava di coma con "flebile attività cerebrale".
Le condizioni mediche della donna sono così critiche da aver indotto la Procura a formulare l'accusa di omicidio volontario nella richiesta di convalida del fermo a carico di Romulus Nicolae Mailat, il giovane romeno arrestato dalla polizia nel campo nomadi di Tor di Quinto.
Dopo il Consiglio dei ministri di ieri, convocato d'urgenza, oggi il Premier Romano Prodi è tornato sulla vicenda assicurando che il Governo continuerà "a vigilare" perché nelle città italiane non si verifichino più episodi di criminalità come quello avvenuto ieri a Roma ai danni di una donna che è stata seviziata. "Quello che dovevamo fare - ha detto il Premier - l'abbiamo fatto e continuiamo seriamente a vigilare e a fare in modo che questi atti non si ripetano più".
E mentre la Romania ha deciso di intensificare la cooperazione con gli investigatori italiani inviando una task force anticrimine, la polizia italiana ha avviato una serie di azioni di contrasto e prevenzione con controlli a tappeto nei campi nomadi romani.
LA DINAMICA DELL'AGGRESSIONE
Giovanna Reggiani "potrebbe essere stata colpita con oggetti contundenti, un sasso o anche lo stesso ombrello della donna". A precisarlo è il capo della Squadra mobile Vittorio Rizzi nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi in Questura.
Rizzi ha anche precisato che "allo stato attuale gli elementi, i riscontri acquisiti e le testimonianze, conducono a un solo responsabile, anche se le indagini continuano" per stabilire se l'aggressore, Nicolae Romulus Mailat, abbia agito o meno con un complice. "L'ipotesi -ha aggiunto il capo della Mobile- è che inizialmente ci sia stata una rapina. Nella borsetta abbiamo trovato gran parte del contenuto, tra cui portafogli e cellulare, ma non possiamo escludere che ci fossero altri oggetti di valore. Dobbiamo ancora sentire il marito della vittima".
Giovanna avrebbe tentato di difendersi dal suo aggressore. Sulla schiena e sulla spalla di Nicolae Romulus Mailat sono stati infatti trovati dei graffi. A quanto si è appreso durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi presso la Questura di Roma, l'uomo, «è stato sottoposto a ispezione del medico legale», ha precisato il capo della Squadra mobile di Roma Vittorio Rizzi. I risultati dell'ispezione saranno racchiusi in una relazione del medico legale che probabilmente domani sarà consegnata al pm Maria Bice Barborini e al procuratore aggiunto della capitale, Italo Ormanni.
Per il momento non c'è ancora la prova che Giovanna Reggiani sia stata violentata. In realtà "non c'è ancora una prova scientifica che Giovanna Reggiani- dice Rizzi- sia stata violentata, anche se quando è stata trovata era parzialmente spogliata. Non è stato ancora fatto l'esame visto che la vittima è in terapia intensiva".
IL ROM SI DIFENDE
''Ho rubato una borsetta alla stazione di Tor di Quinto. No violenza, guardate analisi, nessuna violenza''.
Nicolae Romulus Mailat, il rumeno arrestato per l'aggressione a Giovanna Reggiani, nega ogni violenza e appare impassibile, quasi inconsapevole della tragedia causata, al senatore del Prc Salvatore Bonadonna, che oggi pomeriggio e' andato a trovarlo nel carcere romano di Regina Coeli.
L'APPELLO DEL MARITO
''Fate in modo che non si ripetano mai piu' episodi come questo e che ci sia una svolta'': il marito di Giovanna Reggiani ha rivolto queste parole a Gianni Alemanno arrivato all'ospedale Sant'Andrea per esprimere solidarieta' alla famiglia. Alemanno uscendo dal reparto di terapia intensiva e rianimazione ha raccontato il suo incontro con l'uomo riferendo anche che ''si spera ancora in un miracolo''.
Anche il sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni, il leader di An Gianfranco Fini e il ministro della Difesa Arturo Parisi sono andati all'ospedale Sant'Andrea di Roma dove e' ricoverata in fin di vita Giovanna.
CONTROLLI A TAPPETO
Questa mattina la polizia ha controllato 78 baracche nel corso di un'operazione effettuata dall'ufficio prevenzione generale, dalla Squadra mobile, dalla sezione minori e dalle unità cinofile. I poliziotti hanno controllato gli insediamenti nei pressi della stazione ferroviaria di Tor di Quinto, e l'insediamento in via Foce dell'Aniene.
Sono stati individuati 75 romeni di cui 17 sono stati trovati senza documenti e accompagnati all'ufficio immigrazione. A Tor di Quinto e nella zona adiacente sono state controllate 35 baracche occupate da 40 persone, mentre nel secondo insediamento sono state controllate 43 baracche occupate da 35 persone. E' previsto per domani mattina l'abbattimento delle baracche ad opera degli addetti dell'Ama. Anche i carabinieri hanno effettuato dei controlli, nella zona Tiburtina. In mattinata i carabinieri hanno compiuto altri controlli nelle baracche della zona della Tiburtina.
Dopo i controlli odierni delle forze dell' ordine sulle baraccopoli che sorgono lungo il Tevere e l'Aniene, nei prossimi giorni l'Ama demolira' i manufatti. Lo ha reso noto il capo dell' Upg (ufficio prevenzione generale), Raffaele Clemente, che stamani ha coordinato i controlli eseguiti.
'VIA LE BARACCOPOLI'
"Via le baraccopoli e percorsi pattugliabili dalla forze dell'ordine". E la promessa del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo dopo l'aggressione della signora Reggiani.
"Andremo avanti con la task force per bonificare e mettere in sicurezza gli argini del Tevere. Ho incontrato oggi l`Assessore agli Affari Istituzionali e alla Sicurezza, Daniele Fichera, e insieme abbiamo deciso - dice Marrazzo - di accelerare la realizzazione del progetto di bonifica degli argini del Tevere che l`Ardis (l`Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo) sta già realizzando nella zona della Magliana".
"Per lunedì - afferma il Governatore - ho convocato il tavolo interassessorile coordinato dall`assessore Fichera e alla presenza degli assessori Zaratti, Nieri e Astorre, per verificare gli sviluppi del piano, da realizzare in collaborazione con Comune e Prefettura".
"Mi sono personalmente impegnato a reperire in via d`urgenza i fondi di bilancio per completare l`opera di bonifica su tutto l`argine del fiume e per realizzare strutture - afferma - che impediscano in via permanente la ricostruzione di baraccopoli e accampamenti di fortuna, a partire dalla realizzazione di un percorso che consenta un pattugliamento costante delle forze dell`ordine anche nelle aree inaccessibili ai veicoli. Ho inoltre attivato la Protezione Civile regionale affinché garantisca l`illuminazione nelle ore notturne, attraverso torri faro, nella zona della stazione di Tor di Quinto, fino a via di Vigna Stelluti."
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