Roma, 1 novembre 2007 - ''Il governo si dovrebbe vergognare. Il giorno prima in tv il ministro Amato aveva detto che il decreto non era necessario. Poi dopo la tragedia della signora Reggiani il governo ha fatto il decreto. Meglio tardi che mai''. Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini, alla stazione di Tor di Quinto, dove la donna e' stata aggredita.
LA REPLICA DI AMATO
"Mi ha sorpreso e amareggiato che un uomo di governo come Gianfranco Fini, sia andato nel luogo del delitto a sollevare emozioni contro di me e contro il governo in una giornata come questa. Da un uomo di governo, che tra l'altro si è trovato a gestire l'ingresso della Romania nella Ue in una fase decisiva, non me lo sarei mai aspettato". Così il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, replica alle parole del leader di An che oggi ha fatto visita alla stazione Tor di Quinto, luogo dell'aggressione a Giovanna Reggiani da parte di un cittadino romeno.
"Di tutto abbiamo bisogno - conclude Amato - tranne che dividerci davanti alle tragedie. An dia il suo contributo in Parlamento per una rapida approvazione del decreto e dell'intero insieme di norme sulla sicurezza".
LA FIRMA
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto legge sulle espulsioni varato ieri dal Consiglio dei ministri.
PRODI
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, non risponde alle richieste del leader di An, Gianfranco Fini, che ha chiesto oggi di inserire una clausola nel pacchetto sicurezza per l'espulsione dal territorio italiano anche dei nullatenenti. "Non rispondo alle proposte - dice da Bologna Prodi - chiedete cosa fa il Governo e io rispondo".
''La maggioranza e' stata compattissima''. Cosi' il premier ha risposto a Bologna ai giornalisti che lo hanno interpellato sulla sua esortazione alla compattezza della maggioranza, in particolare sui temi della sicurezza.
Un cerchio blu notte con l'indicazione 'liberal democratici" in alto, l'abbreviazione in maiuscolo 'LD' al centro e un tricolore in basso con la scritta 'per il rinnovamento'. Questo il simbolo del movimento presentato da Lamberto Dini