Milano, 6 novembre 2007 - Per i propri familiari Enzo Biagi è stato un vero e proprio "patriarca", sempre preoccupato delle condizioni dei parenti più giovani. "Me lo ricordo più quasi come nonno dei nostri figli - ha detto la figlia Bice fuori dalla camera ardente - che non come padre, perché negli ultimi giorni c'era un continuo via vai dei ragazzi. Si preoccupava per loro, questa sua costante preoccupazione per noi, per la famiglia, per i più piccoli. È stato un patriarca perchè ci ha tenuto tutti insieme".
"Aveva questa cosa quasi proletaria - ha aggiunto la figlia Carla - di dire: 'bisogna avere il grano, se succede qualcosa ai ragazzi bisogna avere il pane' questa cosa da patriarca, anche questa ingenuità. Era legato ad alcuni posti e diceva 'se esco di qui voglio godermi di più questi posti' ai quali era legato".
Alla camera ardente è arrivato senza rilasciare dichiarazioni anche il dirigente Rai Carlo Freccero e alcune persone comuni come Rita Cipriano e Ilda Rauzi, che hanno voluto ricordare la figura del giornalista e scrittore con due cartelli con la scritta: 'Grazie a Biagi, maestro di vita' e "Biagi sei grande'.
Quanto alla sua capacità di accettare la malattia e il dolore la figlia Bice ha ricordato che Biagi usava dire "sono un pessimo sano, ma un ottimo paziente".
In seguito a un'esplosione tanto gigantesca, la cometa 17P Holmes e' diventata in poche ore milioni di volte piu' luminosa, fino ad essere visibile a occhio nudo. Apparira' come un punto luminoso