Milano, 6 novembre 2007 - Una operazione contro il terrorismo internazionale di matrice è in corso dalle prime ore di questa mattina. Ne dà notizia un comunicato del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) dei carabinieri.
I carabinieri - aggiunge il comunicato - stanno eseguendo venti ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura della Repubblica di Milano nei confronti di altrettanti cittadini stranieri accusati di aver costituito cellule salafite jihadiste che reclutavano e instradavano aspiranti terroristi suicidi verso l'Iraq e l'Afghanistan.
Sono stati sequestrati - riferisce il comunicato - manuali di al Qaida per la produzione di esplosivi, sistemi di innesco elettronici a distanza e veleni, comprendenti anche istruzioni su tecniche di guerriglia, mentre numerose perquisizioni sono tuttora in corso in Italia ed all'estero.
Altri provvedimenti - continua il comunicato - sono in corso di esecuzione all'estero, su mandato di arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria italiana. Gli indagati - conclude il comunicato - sono accusati anche di falsificazione di documenti d'identità, agevolazione dell'immigrazione clandestina, favoreggiamento della latitanza di adepti ricercati per reati di terrorismo.
L'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Armando Spataro e dal pm Nicola Piacente è nata in Liguria nel 2004 e si ricollega a un'indagine precedente, quella che era sfociata nell'operazione Bazar con arresti effettuati sempre dai Ros tra il 2002 e il 2003. In aula però gli imputati della vicenda Bazar erano stati assolti in corte d'Assise dal reato più grave, associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere di oggi, firmate dal gip Luisa Savoia, sono state eseguite tra Milano e Reggio Emilia.
IL RECLUTAMENTO
Un'attività terrorista che si svolgeva fuori dalle moschee e in appartamenti privati di Milano e Reggio Emilia, dove, secondo gli investigatori, si sarebbe estesa la 'rete' della cellula radicale islamica individuata dalla Procura di Milano che avrebbe reclutato persone disponibili ad attentati e ad azioni suicide in Afghanistan e in Iraq. È questo il quadro che emerge dall'ordinanza di circa 500 pagine con la quale il Gip di Milano, Luisa Savoia, ha emesso venti ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti tunisini e algerini.
Al momento, mancano 'all'appello' tre presunti partecipanti all'organizzazione che si trovano all'estero e non sono stati ancora arrestati. Tra gli altri componenti della presunta associazione per delinquere finalizzata al terrorismo, due si trovano in Inghilterra, due in Francia e uno in Portogallo.
I LEADER
I leader del nucleo terrorista sarebbero stati Dridi Sabri (a Milano), Medi Ben Nasr (a Reggio Emilia) e Imed Ben Zarkaouwi (quest'ultimo già a processo nel capoluogo lombardo dove, proprio stamattina, comincia per lui il processo d'appello). I venti nordafricani avrebbero reclutato dal 2003 in poi soggetti pronti ad agire in Afghanistan e in Iraq.
GLI ARRESTI ALL'ESTERO
Cinque presunti terroristi salafiti sono stati arrestati tra Francia, Portogallo e Inghilterra. E' finito in carcere anche Zarkaoui Imed che in passato era stato assolto dal gup dall'accusa di terrorismo internazionale e che proprio oggi è in corte d'appello per il processo di secondo grado.
"Nessun progetto di attentati in Italia - dice un investigatore - reclutavano anche attraverso il telefono persone per compiere azioni terroristiche classiche e attentati suicidi".
I reclutati venivano mandati in Siria e poi in Iraq e in Afghianistan, ma stando a quanto si apprende gli inquirenti non dispongono delle generalità di persone poi protagoniste di azioni sugli scenari di guerra.
Dridi Sabri, Zarkaooui Imed e Mehedi Ben Nasr sono accusati di essere gli organizzatori, gli altri 17 rispondono come partecipanti.
Dei 20 ordini di custodia cautelare, 17 sono stati eseguiti fin qui. Una richiesta di arresto riguardante un presunto terrorista specializzato in documenti falsi è stata rigettata dal gip Savoia per insufficienza di gravi indizi.
Michael Schumacher farà i test Ferrari con la F2007 sul circuito di Montmelò, in Spagna. Forse si è stufato della pensione dorata, forse si è accorto di avere ancora voglia delle emozioni a trecento all'ora...