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Esteri

VENEZUELA

Chavez offeso: "Profonda revisione
nelle relazioni con la Spagna"

La crisi diplomatica ispano-venezuelana ha avuto inizio pochi giorni fa alla chiusura del XVII vertice iberoamericano, quando agli attacchi del presidente venezuelano al premier spagnolo Zapatero ha fatto seguito un secco intervento del Re di Spagna Juan Carlos: "perche' non stai zitto?"

Juan Carlos a Chavez: Madrid, 14 novembre 2007 - Ennesimo rilancio di Hugo Chavez del clima di tensione bilaterale tra Spagna e Venezuela: il presidente venezuelano ha annunciato oggi in un'intervista alla rete televisiva locale Tvo, riportata dalla stampa spagnola online, che intraprendera' una "profonda revisione" delle relazioni con la Spagna. E ha precisato che le compagnie spagnole "dovranno iniziare a rendere piu' conto e io- ha aggiunto Chavez -prestero' attenzione a cio' che stanno facendo qui, a tutte le imprese spagnole presenti qui in Venezuela".

 


La crisi diplomatica ispano-venezuelana ha avuto inizio pochi giorni fa alla chiusura del XVII vertice iberoamericano, quando alle reiterate interruzioni di Chavez al premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero ha fatto seguito un secco intervento del Re di Spagna Juan Carlos che ha apostrofato il presidente venezuelano: "perche' non stai zitto?". Ed in seguito, nonostante il governo spagnolo abbia minimizzato pur invitando a 'portare il dovuto rispetto' alla Spagna, il leader del socialismo indigenista latinoamericano ha realizzato un'escalation di affronti a Madrid.

 

Chavez aveva iniziato al vertice attaccando l'ex premier spagnolo Jose Maria Aznar, definendolo "un fascista", "peggio di un serpente", in ripetute occasioni (e provocando la reazione del monarca). Quindi e' passato ad accusare il Re di essere a conoscenza del golpe ai suoi danni nel 2003. Poi, ha ricordato la 'conquista' spagnola come "il maggior genocidio della storia" invocando l'orgoglio dei popoli indigeni sudamericani ed ora e' passato a sottolineare la possibilita' per il Venezuela di 'prescindere' delle banche spagnole presenti sul proprio territorio.

 

Madrid ha tentato in questi giorni di placare il clima di tensione e il governo socialista ha rifiutato la proposta del Partito popolare di ritirare l'ambasciatore spagnolo a Caracas.
Ma l'esecutivo di Zapatero ha continuato a chiedere rispetto per l'istituzione monarchica e per gli ex premier spagnoli democraticamente eletti in chiaro riferimento ad Aznar ed ha fatto allusione all'inevitabilita' di nuove iniziative se il leader bolivariano non avesse messo fine ai propri attacchi.

 

Re Juan Carlos, che sembrava appena uscito da una crisi d'immagine con una trionfale visita alle enclave spagnole in Marocco di Ceuta e Melilla, ha comunque riscosso l'affetto e l'appoggio di tutti i connazionali, che, almeno ufficialmente, ne hanno approvato il gesto quasi all'unanimita'. Ma per ora ha accuratamente evitato di tornare sull'argomento che lo ha, secondo alcuni media spagnoli, "rattristato".

 

Le circostanze - in Spagna si avvicinando le elezioni di marco e in Venezuela ci sono forti proteste alle riforme che proclamerebbero Chavez 'presidente perpetuo' - rischiano, secondo alcuni esperti della regione sudamericana, di fornire l'ideale campo su cui si possa sviluppare una crisi piu' profonda e di piu' vaste dimensioni. E le continue esternazioni di Chavez cercherebbero proprio una rottura che, sempre secondo alcuni politologi, gli permetterebbe di distrarre l'opinione pubblica dai problemi interni con la creazione di un 'nemico esterno': un'ipotesi dalle conseguenze imprevedibili per Zapatero e per lo stesso ruolo di re Juan Carlos.

 

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