Bologna, 17 novembre 2007 - La morte del tifoso laziale Gabriele Sandri domenica scorsa raggiunto da un proiettile sparato da un agente di Polizia è stato "un errore inscusabile, frutto di una leggerezza imperdonabile della Polizia". Il tifoso, per il capo della Polizia, Antonio Manganelli è stato una "vittima involontaria" di questo errore di cui la Polizia sente la responsabilità e per il quale chiede "verità tempestiva, assoluta e trasparente".
Alla cerimonia di inaugurazione del nuovo polo tecnico funzionale della Questura di Bologna, Manganelli torna sull'incidente di domenica scorsa nel corso del quale ha perso la vita il giovane tifoso di calcio. Questo incidente, dice il capo della Polizia "oggi lo viviamo come un peso insopportabile, come una sofferenza vera: aver provocato per una leggerezza imperdonabile, per un errore inscusabile, una vittima involontaria".
In questi casi, secondo Manganelli "non servono le parole" ma servono i fatti a partire dalla richiesta di giustizia. "Quello che stiamo facendo con grande determinazione - dice Manganelli - con fermezza e professionalità" è la richiesta di "completa verità. Una verità che deve essere tempestiva, assoluta e trasparente. Questo è l'unico contributo che possiamo dare in questo momento alla domanda di verità che ci chiede tutto il Paese".
A chi gli chiede se sia influente il fatto che il tifoso avesse in tasca delle pietre, il capo della Polizia risponde deciso: "Assolutamente no. La misurazione della pietra mi sembra in questo momento l'ultimo dei problemi. La morte è frutto di un errore commesso dalla Polizia".
Battaglia a tutto campo per il comico genovese, invitato al Parlamento Europeo insieme a Luigi De Magistris e a Marco Travaglio. Beppe Grillo ha parlato dei fondi europei che arrivano in Italia per chiedere maggiore trasparenza.