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Cronaca

I DATI DELLA CEI

Fuga dall'ora di religione: uno su quattro 'diserta'

La percentuale, nelle scuole superiori, sale al 58% a Firenze e al 47% a Bologna. Uno su tre è esentato a Torino, Venezia, Genova, mentre Roma viaggia sul 30%. La Cgil scuola: "Accorpiamo le classi, risparmieremo 37 milioni l'anno" Commenta

Crocifisso Roma, 19 novembre 2007 - Uno studente su quattro delle scuole secondarie italiane si avvale della facoltà di non frequentare la lezione di religione. Il dato, confermato dalla Conferenza episcopale italiana che ha pubblicato recentemente un dossier al riguardo, viene oggi evidenziato dal quotidiano 'La Repubblicà che sottolinea come il fenomeno raggiunge picchi pericolosi al Nord, soprattutto nelle grandi città.

 

Sono oltre 300mila i ragazzi delle scuole superiori che 'disertanò l'ora di religione, nel 2000-2001 erano 218.000, e centomila sono studenti delle scuole milanesi. A Firenze, continua il quotidiano, hanno preferito attività alternative all'ora di religione il 58,78% del totole, a Bologna il 47% degli studenti è stato esentato e Torino, Venezia e Genova sono attestate sul 33%, mentre a Roma si viaggia sul 30%.


In parte la fuga può essere spiegata con l'aumento della presenza di stranieri in classe, scrive 'La Repubblica, ma anche sottraendo tutti gli alunni non italiani dal numero di quelli che 'non si avvalgonò, il trend è comunque in crescita. Le classi semideserte durante l'ora di religione rappresentano uno spreco di risorse per la Pubblica Istruzione.

"Se si riuscisse ad accorpare le classi svuotate - spiega al quotidiano il leader della Flc Cgil Federico Panini - eviteremmo un fenomeno di sovradimensionamento delle nomine dei professori di religione pari a 1.200 unità, con un risparmio di 37 milioni di euro l'anno".

 

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