Il capofamiglia Berlusconi tratta Fini e Casini come bambini che si sono messi a fare i capricci, e gli toglie le chiavi della Casa della Libertà. Loro scalpitano, proprio come Veltroni verso Prodi... Commenta
di Sandro Bugialli
Firenze, 21 novembre 2007 - «Questa Casa (delle libertà) non è un albergo dove si entra e si esce a piacimento. E dove ognuno pensa di fare come gli pare contestando il capofamiglia». Ecco, il Cavaliere deve aver pensato più o meno così quando ha deciso di cambiare la serratura della porta della Casa lasciando fuori, almeno per il momento, Fini e Casini. In qualche maniera doveva dare un esempio a quei due scavezzacollo...
E allora torna in mente prepotente la figura di quella signora impellicciata diretta alla riunione del Cavaliere dove sarebbe stata annunciata la fine di Forza Italia e la nascita del nuovo partito. «Fini e Casini» diceva soddisfatta la signora alle telecamere «si sono messi a fare i capricci come bambini e lui li ha puniti». Cambiando appunto la serratura della Casa e fondando da un giorno all’altro il partito del popolo della libertà o il partito della libertà (guardiamo quale nome sarà scelto).
Ma allora se tutto questo trambusto politico a cui stiamo assistendo nasce da una sorta di questione familiare (ed edipica) bisogna fare un passo indietro, fino alla storia dei «bamboccioni» evocata dal ministro Padoa Schioppa. Cioè una storia fatta di pochi euro al mese (misura approvata anche in Finanziaria) per invogliare quei ragazzi non più ragazzi a lasciare la casa dei genitori e a mettere su famiglia e casa per conto proprio.
Ecco quel riferimento lì, quella parolina piuttosto desueta, quei «bamboccioni» potrebbero aver influenzato, anche indirettamente, i protagonisti della nostra classe politica. Insomma, tutta colpa di Padoa Schioppa, potrebbe pensare qualcuno.
Da quell’uscita del ministro in poi le cose sono piuttosto precipitate. Casini (52 anni), Fini (55 anni), e Veltroni (52 anni) non sono certo «bamboccioni». E hanno parecchio di che vivere per conto proprio. Ma la noia, se non proprio l’insofferenza, verso i rispettivi capifamiglia si è accentuata giorno dopo giorno, ora dopo ora.
Veltroni appena investito come leader del nuovo Pd ha cominciato a parlare sempre più in prima persona mettendo qualche volta in imbarazzo l’«anziano» amico Prodi.
Casini e Fini, non avendo visto nessun risultato dalla promessa spallata dell’«anziano» Cavaliere contro il nemico comune, hanno cominciato a contestarlo apertamente mettendo sempre più in discussione la sua leadership. Facendo parecchio innervosire il Capo che ad un certo punto era perfino pronto a distribuire voti e pagelle agli ex alleati, «professionisti della politica».
Ai quali forse avrebbe avuto anche voglia di gridare: «Ora basta, ha ragione Padoa Schioppa, siete grandi, andate a lavorare e a guadagnarvi da vivere come ho sempre fatto io». E gli ha tolto le chiavi di Casa. Eh sì, tutto questo succede anche nelle migliori famiglie...
di Sandro Bugialli
I neonati, figli biologici dell'attore e della moglie Kimberly ma nati da una 'madre in affitto', erano ricoverati al centro neonatale del Cedars-Sinai Medical Center. Sarebbero per fortuna esclusi "effetti dannosi"
LEGGI LA NOTIZIA