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USA

Kennedy doveva essere ucciso a Chicago

Lo ha raccontato all'Abc Abraham Bolden, il primo afroamericano addetto alla protezione del presidente. Jfk morì a Dallas esattamente 44 anni fa ma in realtà qualcuno voleva ucciderlo tre settimane prima

John Fitzgerald Kennedy a Dallas Washington, 22 novembre 2007  - John Fitgerald Kennedy morì a Dallas esattamente 44 anni fa ma in realtà qualcuno voleva ucciderlo tre settimane prima a Chicago. I Servizi Segreti, le guardie del corpo presidenziali, il 2 novembre del 1963 riuscirono a sventare due distinti progetti per uccidere il presidente che senza preavviso annullò la visita. Lo ha raccontato all'Abc Abraham Bolden, il primo afroamericano addetto alla protezione del presidente, che ha anche denunciato l'inefficienza della sicurezza della Casa Bianca con agenti sorpresi ubriachi in servizio.

 


Bolden ha ricordato come Jfk la mattina del 2 doveva essere a Chicago per assistere a una partita di footbal tra le squadre dell'esercito e dell'aeronautica.

 

Qui lo attendevano un esponente dell'estrema destra radicale, Thomas Vallee, tiratore scelto, fermato con una carabina M1, una pistola e 3.000 pallottole e due cubani bloccati prima di realizzare il loro piano. Determinate fu la denuncia del proprietario dell'albergo dove alloggiavano che vide nella loro stanza numerosi fucili con mirini telescopici, con una mappa del percorso del convoglio presidenziale, che sarebbe passato proprio davanti all'hotel.

 

Bolden, che oggi ha 72 anni, ha scritto con la moglie un libro che uscirà la prossima primavera, in cui denuncia anche le inefficenze del sistema e il fatto che i sospetti non fossero stati interrogati dai Servizi Segreti. L'ex agente svela che tentò anche di far emergere i problemi alla commissione Warren ma senza alcun risultato. Anzi in quegli anni fu condannato a sei anni di carcere con l'accusa di aver preteso una mazzetta da un falsario. Una manovra per metterlo a tacere, ha sempre lamentato.










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