Perugia, 23 novembre 2007 - Raffaele Sollecito vuole essere interrogato. Lo affermano i suoi legali (gli avvocati Luca Maori e Marco Brusco) che hanno già fissato con il PM un incontro per il 29 novembre, il giorno prima dell'udienza del tribunale del Riesame.
Intanto gli avvocati di Rudy affermano di essere in «febbrile attesa dell'autorizzazione a recarsi in Germania (inoltrata nella giornata di ieri dalla procura di Perugia - n.d.r.) che sperano in giornata possa arrivare dal Tribunale di Coblenza. "È inevitabile che dobbiamo parlare con lui", ha detto l'avvocato Niccodemo Gentile, uno dei componenti del collegio difensivo di Rudy Hermann Guede (insieme ai colleghi Vittorio Lombardo e Walter Biscotti) stamani davanti al Palazzo di Giustizia di Perugia.
Commentando quanto sta rimbalzando dalla Germania e sul presunto quinto uomo indicato da Rudy come autore dell'omicidio l'avvocato ha risposto "non so se è un uomo o una donna, non conosciamo questa persona, non conosco questa versione perchè non abbiamo parlato con il nostro assisto".
Sulla posizione del 21enne ivoriano e sul fatto che l'esame del Dna appare inchiodarlo "non so se inchioda nessuno, la prova del Dna noi non la conosciamo - ha detto - sono accertamenti irripetibili ai quali non abbiamo partecipato, se non in maniera marginale, non conosciamo i risultati, dobbiamo solo attendere, la prudenza è d'obbligo, non abbiamo i nostri periti, la prova si assume nel contraddittorio e noi non l'abbiamo ancora esercitato, quindi è il momento delle cautele".
Sul fatto che la polizia scientifica parli di violenza sessuale "questo lo vedremo. Non abbiamo prove provate - ha aggiunto - la polizia scientifica ha fatto i propri rilievi, appena possiamo entrare nel contraddittorio tecnico con nostri periti, valuteremo tutto. Già lunedì parteciperemo all'incidente probatorio disposto dal Gip e abbiamo provveduto a nominare un nostro medico legale di fiducia il prof. Giuseppe Fortuni di Bologna e inizieremo la nostra attività difensiva in maniera piena".
RUDY: ESTRADIZIONE CONGELATA
La procedura di estradizione dalla Germania di Rudy Hermann Guede, accusato di essere coinvolto nell'assassinio della studentessa inglese Meredith Kercher, è ferma per l'assenza di una dichiarazione dall'Italia. Lo ha detto ad Apcom il vice procuratore generale di Coblenza, Karl-Rudolf Winkler.
Secondo il mandato d'arresto europeo, nei casi in cui l'accusato rischia l'ergastolo (come per Guede), l'estradizione è ammissibile solo se lo Stato che chiede la consegna preveda nel suo ordinamento la revisione della pena entro un massimo di venti anni. Il mandato d'arresto internazionale deve contenere una simile rassicurazione. Nella richiesta giunta da Perugia, però, tale dichiarazione manca.
Per questo, spiega Winkler, la procura tedesca ha già chiesto spiegazioni agli inquirenti perugini il 21 novembre. La risposta, recapitata a Coblenza nella serata di ieri, non fornisce però nessun chiarimento sulla questione. Pertanto il procuratore di Coblenza ha inviato oggi una nuova e più precisa richiesta a Perugia.
"Abbiamo bisogno in tempi relativamente rapidi di questa dichiarazione", ha detto Winkler, "e lo abbiamo anche fatto notare agli inquirenti di Perugia". La dichiarazione potrebbe giungere all'inizio della prossima settimana.
Il tribunale superiore regionale, che ieri ha stabilito l'arresto provvisorio in attesa di estradizione di Guede, ha dato tre settimane di tempo alla procura per decidere sulla consegna dell'uomo all'Italia. In caso di scadenza di questo termine il tribunale intende riesaminare la carcerazione provvisoria di Guede.
Winkler non fornisce dettagli sui contenuti della dichiarazione volontaria rilasciata mercoledì da Guede davanti il tribunale di prima istanza di Coblenza e trasmessa subito agli inquirenti italiani. "Posso solo dire che ha negato di aver partecipato al fatto", ha spiegato il vice procuratore generale senza confermare che Guede abbia accusato un italiano di avere ucciso la giovane studentessa inglese.
Lo statunitense, che ha lasciato l'attività agonistica nel 2002, ha sconfitto 7-6 (8-6), 6-4 lo svizzero, attuale numero 1 del mondo, nella terza e ultima esibizione del mini-tour asiatico -LEGGI LA NOTIZIA