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LE REAZIONI

Prodi: "Si è comportato da eroe"

Il premier: "Ha impedito che il kamikaze facesse danni più gravi". Pecoraro Scanio: "Non è il momento di polemiche, di fronte a notizie come quelle che giungono dall'Afghanistan si può solo esprimere cordoglio per le vittime" Commenta 

romano prodi Roma, 24 novembre 2007 - Subito dopo le drammatiche notizie dell'attentato in Afghanistan è cominciata la sfilata delle reazioni politiche.

 

PRODI: E' UN EROE

"L'eroico sacrificio del maresciallo capo Daniele Paladini, caduto in Afghanistan per impedire che il gesto ignobile di un kamikaze provocasse danni ancora più gravi tra la popolazione civile e' in questo momento il mio pensiero più forte e doloroso". E' quanto scrive in una nota il premier Romano Prodi.


"A nome mio e di tutto il governo rivolgo ai familiari vicinanza e partecipazione. La strage di oggi unisce il sangue di vittime innocenti e di seminatori di pace, nella consapevolezza che la strada da percorrere per riportare la fratellanza e l'ordine in quelle terre tormentate e' ancora lunga", aggiunge Prodi.
"Sono vicino anche agli altri militari feriti, ai loro familiari e a quelli dei bambini morti in un giorno di festa che l'odio, ancora una volta - conclude il premier - ha voluto trasformare in lutto".

 

IL CORDOGLIO DI NAPOLITANO

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso, in un messaggio alla moglie del maresciallo Paladini, signora Alessandra Rizzo, i sentimenti di riconoscenza del paese, di sentito orgoglio e di sincera partecipazione al grande dolore. In un messaggio alla madre Lucia Stefanizzi Paladini, il Presidente Napolitano ha espresso il suo intenso cordoglio e la più sentita partecipazione all'immenso dolore della famiglia.


Il Capo dello Stato ha altresì inviato un messaggio al Ministro della Difesa Arturo Parisi in cui esprime all'esercito italiano i suoi sentimenti di cordoglio, di solidarietà e di intensa partecipazione. Al Ministro Parisi il Capo dello Stato ha chiesto di rendersi interprete, presso il governo afghano del suo pensiero commosso e solidale per le vittime innocenti di tanta cieca inumana violenza. Il Presidente Napolitano ha inoltre fatto giungere il suo più affettuoso auspicio ai feriti per una loro pronta guarigione.

 

D'ALEMA: VIOLENZA INGIUSTIFICABILE

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, si è detto profondamente addolorato per il decesso, avvenuto nei pressi di Kabul, del Maresciallo Capo Daniele Paladini, a seguito di un tragico attentato terroristico, nel quale sono rimasti uccisi anche diversi civili afgani, e che ha provocato il ferimento di altri soldati del contingente italiano in Afghanistan.

Nell'esprimere profondo cordoglio ai familiari della vittima ed i sentimenti della sua vicinanza ai militari feriti e al governo e al popolo afgano, il Ministro D'Alema ha fermamente condannato un atto di violenza ingiustificabile, che colpisce i militari italiani impegnati in una missione di pace sotto l'egida delle Nazioni Unite e inermi cittadini, in un Paese che spera in un futuro migliore dopo decenni di conflitti e di drammatica instabilità, accompagnato dall'impegno della comunità internazionale ed in particolare di quei partners che, come l'Italia, hanno assunto un ruolo importante per il consolidamento delle istituzioni democratiche, la stabilizzazione e lo sviluppo dell'Afghanistan.

 

DILIBERTO: CHE CI FACCIAMO ANCORA LI'?

"Il cordoglio alla famiglia è il primo nostro pensiero. Per questa ennesima vittima di una missione che è sempre meno umanitaria. Vorrei che qualcuno mi spiegasse però perchè continuiamo a stare in Afghanistan - dice Oliviero Diliberto -  Per quanto tempo ancora dovremo piangere le nostre vittime innocenti, per quanto tempo ancora dovremo esprimere cordoglio a famiglie che sacrificano i loro figli?".

 

VELTRONI: VITTIMA DI UNA VIOLENZA BARBARA

"Daniele Paladini è caduto in Afghanistan per salvare la vita di altre persone - afferma Walter Veltroni -  vittima di una violenza barbara che non si ferma nemmeno davanti a povere vittime innocenti. La sua morte provoca un dolore profondo e ai suoi familiari e a tutte le nostre Forze armate va il mio cordoglio personale e quello di tutti i democratici italiani che si stringono loro in un abbraccio ideale".


Il leader del Pd aggiunge che "il traguardo della pace non è ancora a portata di mano ma in questo momento triste è proprio dal comportamento eroico di uomini come Paladini che si rafforza la speranza che la spirale dell'odio e della morte non riuscirà ad avere la meglio".

 

RUSSO SPENA (PRC)

"Voglio esprimere il cordoglio mio e del gruppo per la morte dei civili afgani, tra cui sei bambini, nel vile attentato terrorista avvenuto stamani in Afghanistan. Siamo molto preoccupati per la sorte del soldato italiano ferito gravemente, e lo siamo ormai da tempo, sulla situazione del paese che è andata sempre più aggravandosi. Ciò che è accaduto deve farci riflettere seriamente sugli errori commessi in Afghanistan", afferma, capogruppo Prc al Senato Giovanni Russo Spena.

 

PECORARO SCANIO (PDCI)

"Si conoscono le posizioni all'interno della maggioranza sulla nostra presenza in Afghanistan, ed è noto che c'è chi vorrebbe cambiare i termini di questa presenza. Ma oggi non è il momento delle polemiche politiche: di fronte a notizie come quelle che giungono dall'Afghanistan si può solo esprimere cordoglio per le vittime e sperare che tutti i feriti, compreso il militare italiano, possano scampare alla morte", dice il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

 

VIOLANTE (PD)

L'attentato ai militari italiani "non cambia i termini dell'impegno del nostro Paese in Afghanistan", afferma il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Luciano Violante. «Agiamo -aggiunge l'esponente del Pd - nell'ambito di una missione delle Nazioni Unite. È chiaro che in queste situazioni i rischi ci sono, ma non intravedo la possibilità di singole uscite dei Paesi impegnati nella missione.  Il vero problema è capire come realmente si possa mettere ordine nella situazione afghana".

 

DE GREGORIO

Per il governo "la parola guerra è impronunciabile" e "gli Stati maggiori ad ogni richiesta di rafforzamento dei sistemi d'arma subiscono un no dalla politica": lo dice Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato, dopo l'attentato che fuori Kabul ha ucciso un militare italiano e ne ha feriti altri tre. "Alla commissione Difesa del Senato, la settimana scorsa, il Governo ha sostenuto che non esistono particolari pericoli di irachizzazione del conflitto afgano" afferma De Gregorio.

  • 24/11/2007 11:32

    Che ci stiamo a fare! Tutti a casa i nostri militari. E' la guerra di Bush, non la difesa del patrio suolo.
  • Sono presenti 1 commenti
 

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