L'esplosione alle 10 locali, circa le 6.30 in Italia. L'attentatore suicida si e' fatto esplodere mentre era in corso l'inaugurazione di un ponte. Feriti lievi gli altri tre. Nove i civili uccisi, tra cui 4 bambini. Rivendicazione dei talebani. I feriti giunti a Roma
Kabul, 25 novembre 2007 - Sono rientrati in Italia i tre militari rimasti feriti ieri in un attentato dinamitardo a Kabul.
Atterrati nell'aeroporto di Ciampino, dovrebbero essere trasferiti nell'ospedale del Celio.
Il ministro della Difesa Arturo Parisi è stato in visita, stamattina, al Policlinico militare del Celio a Roma, dove ha incontrato i tre militari, il capitano Salvatore Di Bartolo, il capitano Stefano Ferrari e il caporal maggiore scelto Andrea Bariani, feriti ieri a Kabul nell'attentato che e' costato la vita al maresciallo capo Daniele Paladini.
I tre, secondo quanto si e' appreso, sono tutti in discrete condizioni di salute.
L'ATTACCO TERRORISTICO
Un kamikaze si è fatto saltare in aria durante la cerimonia dell'inaugurazione di un ponte non lontano da Kabul, uccidendo nove civili - tra i quali quattro bambini - e un militare italiano, il maresciallo capo dell'esercito Daniele Paladini (nella foto) del Secondo Reggimento dei Pontieri di Piacenza. Almeno dodici i feriti, compresi altri tre militari italiani.
"La strada da percorrere per riportare la fratellanza e l'ordine in quelle terre tormentate è ancora lunga" ha commentato il presidente del Consiglio Romano Prodi.
I bimbi morti stavano uscendo da una scuola nelle vicinanze, quando sono stati investiti dall'esplosione, come ha riferito ad Apcom il portavoce del ministero dell'Interno afgano, Zemery Bashary. Teatro dell'attacco, la valle di Pagman, 15 chilometri circa a ovest di Kabul. L'esplosione, hanno riferito dal contingente italiano Nato-Isaf è avvenuta, precisamente, alle 9.52 ora locale (le 6.22 in Italia).
L'attentatore suicida è arrivato a piedi ed è stato visto salire dal greto di un fiume. Sono stati gli stessi militari italiani, preposti alla sicurezza della cerimonia, a "individuare e bloccare" l'attentatore, ha spiegato in un comunicato il portavoce del contingente, colonnello Lorenzo Falferi. La loro reazione, ha riferito, ha impedito che l'uomo si facesse esplodere nel mezzo della folla, rendendo ancora più pesante il bilancio dell'attentato.
Per quanto riguarda le condizioni dei tre feriti italiani, non desterebbero particolare preoccupazione. Sono il capitano Salvatore Di Bartolo, il capitano Stefano Ferrari, il caporale maggiore scelto Andrea Bariani. Hanno lievi ferite al volto, alle gambe e al braccio. Tutti, comunque, sono stati evacuati dalla zona dell'attentato in elicottero.
Non appena saputo dell'attacco, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha avvertito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Romano Prodi. Parisi ha immediatamente espresso "profondo cordoglio" per le vittime civili afgane, dicendosi "particolarmente toccato dalla presenza di bambini fra le vittime, e vicino alle famiglie dei civili che hanno perso la vita".
Subito dopo la notizia della morte del militare italiano, è arrivato un comunicato del premier, a nome di tutto il governo.
"L'eroico sacrificio del maresciallo capo Daniele Paladini, caduto in Afghanistan per impedire che il gesto ignobile di un kamikaze provocasse danni ancora più gravi tra la popolazione civile è in questo momento il mio pensiero più forte e doloroso - ha affermato Prodi - A nome mio e di tutto il governo rivolgo ai familiari vicinanza e partecipazione. La strage di oggi unisce il sangue di vittime innocenti e di seminatori di pace, nella consapevolezza che la strada da percorrere per riportare la fratellanza e l'ordine in quelle terre tormentate è ancora lunga. Sono vicino anche agli altri militari feriti, ai loro familiari e a quelli dei bambini morti in un giorno di festa che l'odio, ancora una volta, ha voluto trasformare in lutto".
Fonti della Difesa hanno fatto notare che, a differenza dei precedenti attacchi subiti dai militari italiani, questa volta la follia omicida ha colpito "indiscriminatamente" durante la cerimonia di inaugurazione di un ponte, dopo che quindi il contingente aveva contribuito alla realizzazione di un'opera per i civili, e non al passaggio di un convoglio militare come avviene di solito.
I TALEBANI RIVENDICANO L'ATTACCO
È stato rivendicato dai Talebani l'attentato suicida contro le truppe italiane avvenuto oggi a Paghram, circa 25 chilometri a nord-ovest di Kabul. L'esplosione ha provocato la morte di un militare e il ferimento di altri tre, ma in modo non grave. Un portavoce degli studenti coranici, Zabihullah Mujahed, ha affermato tuttavia che i soldati italiani uccisi sarebbero stati quattro. Mujahed, il quale parlava via telefono satellitare da un'ignota località, ha precisato che il kamikaze apparteneva al proprio movimento.
L'esplosione è avvenuta durante la cerimonia d'inaugurazione di un ponte, alla cui ricostruzione ha contribuito il contingente italiano. Oltre a Daniele Paladini, maresciallo capo dell'Esercito in forza al II reggimento Pontieri di Piacenza, hanno perso la vita nove civili afghani, tra cui almeno quattro bambini; ferite anche altre nove persone, tutte cittadini afghani. I Talebani sono soliti amplificare le proporzioni dei loro attacchi, esagerando in particolare il numero delle perdite da essi provocati alle forze straniere.
PARISI: "CORDOGLIO E SOLIDARIETA' PER FAMIGLIA CADUTO"
Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, appresa la notizia della morte del maresciallo capo dell'Esercito, Daniele Paladini, rimasto gravemente ferito nell'attentato di stamane in Afghanistan, ha espresso sentimenti di profondo cordoglio e solidarietà nei riguardi dei familiari del sottufficiale deceduto. E' quanto si apprende da una nota del Ministero della Difesa.
L'INCONTRO
Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha incontrato all'aeroporto militare di Al Bateerod, in Emirati Arabi, i tre soldati italiani feriti oggi in un attentato a Kabul dove ha perso la vita un quarto militare. I tre, il caporal maggiore Andrea Bariani, il capitano Salvatore Di Bartolo e il capitano Stefano Ferrari, sono giunti all'aeroporto militare alle 24 circa ora locale con un C130, per uno scalo tecnico e verranno riportati in Italia con un Falcon. Il premier, che è giunto più o meno alla stessa ora ad Abu Dabi per una visita ufficiale, li sta incontrando.
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