Milano, 3 dicembre 2007 - Il "terzo tempo" diventera' ufficiale anche nel calcio professionistico dal prossimo gennaio. La Lega calcio lo ha annunciato oggi al termine della riunione del consiglio, 'sposando' l'iniziativa di fair play con la quale la Fiorentina ieri ha salutato l'Inter a fine partita.
"Ho apprezzato personalmente l'iniziativa della Fiorentina alla quale ho fatto i complimenti alle 17.23 di ieri- ha affermato il presidente della Lega, Antonio Matarrese-. Oggi ho portato in Consiglio la proposta e abbiamo deciso che il prossimo 13 dicembre presenteremo il protocollo in Consiglio per l'approvazione".
La decisione della Lega seda le polemiche odierne sulla mancata autorizzazione all'iniziativa viola. "Non c'e' stato da parte mia, ne' di Brunelli alcun diniego all'iniziativa. In Italia e' facile fare demagogia- ha continuato Matarrese-. Non facciamo processi perche' non ci sono imputati. La Fiorentina ha perso una partita ma ne ha vinta un'altra".
A raccontare la versione dei fatti della Lega Calcio e' stato il direttore generale di via Rosellini, Marco Brunelli. "Ieri e' mancato il coordinamento tra la Fiorentina e la Lega- ha spiegato Brunelli-. Noi chiediamo di conoscere i protocolli e nessuno ci aveva comunicato alcunche' fino alle 13 di domenica, nonostante il nostro delegato avesse ripetutamente sentito i dirigenti viola per altre ragioni. Cosi' quando mi e' stato chiesto se avevo autorizzato qualcosa- ha continuato- ho detto di no. Se mi fossi informato di cosa si trattava tutto questo non sarebbe accaduto. Possiamo dire che c'e' stato un concorso di colpa".
Cade quindi ogni ipotesi di multa per la societa' viola per aver sconvolto il protocollo, anche se Brunelli ribadisce di "non aver ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione" come, invece, affermerebbero i dirigenti viola. "Quello che e' stato fatto ieri al Franchi e' totalmente coerente con le nostre iniziative- ha continuato Brunelli-. L'unico appunto che possiamo muoverci e' quello che il primo progetto datato 2004 era stato accantonato perche' il cerimoniale di saluto era troppo vicino a quello di altri sport come il rugby e la pallavolo. Dopo aver scartato il 'terzo tempo' piu' volte, invece ieri abbiamo visto che funziona bene".
LO CICERO: "IL TERZO TEMPO DEL RUGBY E' UN'ALTRA COSA"
"IL GESTO DEI FIORENTINI E' STATO BELLO PERCHE' SPONTANEO".
Anche il calcio si e' inventato il suo 'terzo tempo', ma "Il terzo tempo del rugby e' un'altra cosa". Parola di Andrea Lo Cicero. Il pilone azzurro e' a Parigi, dove gioca con la maglia del Racing Club, formazione di seconda divisione del campionato francese. Ma si mantiene comunque aggiornato sui fatti italiani, campionato di calcio soprattutto.
Ieri a Firenze, alla fine della partita di campionato persa con l'Inter, i giocatori viola hanno aspettato gli avversari all'ingresso del tunnel per tornare negli spogliatoi e li hanno applauditi. Un gesto, questo, che ha ricordato molto quanto avviene tradizionalmente nel rugby. A cui poi fa seguito il 'vero' terzo tempo: le due squadre si ritrovano in un locale, spesso all'interno dello stesso stadio, per bere birra, parlare della partita, ballare e scherzare. Per dirla alla Jason Leonard il terzo tempo e' "una tranquilla pinta di birra, seguita da altre 17 pinte piuttosto rumorose".
Non una sbronza, e' comunita' pura. Raccontava David Penalva, seconda linea del Portogallo, dopo la partita con la Nuova Zelanda nell'ultima Coppa del Mondo: "Finita la partita, gli All Blacks sono entrati nel nostro spogliatoio portando ognuno una birra per se' e un'altra per noi".
Nemici in campo, fuori invece... "Tra i tanti che ho vissuto io- ha detto invece Lo Cicero all'agenzia Dire, ricordando un 'suo' terzo tempo- mi viene in mente quello con la Nuova Zelanda nella Coppa del Mondo del 1999. Andammo in discoteca tutti insieme, ma scegliemmo di ballare tra la gente normale piuttosto che nell'area vip: arrivarono un gruppo di ragazzi che cominciarono a dare fastidio ad un All Black. Noi, italiani e neozelandesi, abbiamo fatto gruppo e con qualche 'buffetto correttivo' abbiamo difeso il giocatore mandando via gli aggressori".
Tornando invece a Firenze, "tutti vogliono far passare quanto successo a Firenze come una cosa di classe e stile. Deve essere una cosa normale. Mi fa piacere, comunque, che degli atleti inizino a prendere certe belle abitudini. E' sicuramente utile, bello e soprattutto mi e' piaciuto perche' spontaneo, venuto dal cuore. Ma spero che poi non arrivi una istituzione calcistica a renderlo obbligatorio. Mi sembrerebbe una forzatura, farlo deve venire dai giocatori, deve essere ancora una loro iniziativa. E poi in campo si vedono atleti che gia' si abbracciano, che si scambiano la maglia".
La Fiorentina ripetera' il gesto fino alla fine della stagione, in occasione di ogni partita interna. "Posso anche dire di essere contento- continua Lo Cicero- Da sportivo vorrei che allo stadio ci fosse ogni volta una festa. Sono stato qualche volta a vedere delle gare di calcio ma in ogni occasione mi e' sempre sembrato di sentirmi in gabbia. Per me lo stadio dovrebbe essere un punto di ritrovo per la gente, con ristoranti, bar, negozi. Lo renderei anche accessibile ai turisti. L'immagine dello stadio di calcio e' da cambiare".
Nonostante il pareggio nella trasferta sul campo del Boca Juniors (1-1), il Lanus ha vinto per la prima volta della sua storia il torneo d'apertura del campionato argentino, con 35 punti e ad una giornata dal termine della competizione