Bruxelles, 7 dicembre 2007 - La normativa italiana sulla pubblicità finisce nel mirino del commissario Ue ai Media Viviane Reding, che martedì proporrà al collegio Ue di aprire una procedura di infrazione contro Roma. A confermarlo è stato Martin Selmayr, portavoce di Reding.
"Vogliamo che le leggi italiane sulla pubblicità siano cambiate", ha detto elencando alcune delle principali preoccupazioni di Bruxelles. "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora, in base alle norme Ue, non viene rispettata -ha spiegato- le televendite non sono incluse in questi 12 minuti ed inoltre l'autopromozione non viene considerata come pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli".
Selmayr ha quindi spiegato che martedì, alla riunione a Strasburgo, Reding proporrà l'apertura della procedura contro l'Italia ai colleghi, attraverso l'invio di una lettera di messa in mora al governo. Per Bruxelles la direttiva 'Tv senza frontierè , che regola il quadro giuridico in materia, fornisce «il giusto equilibrio», ha detto Selmayr, sottolineando che una «pubblicità eccessiva non è accettabile».
Reding "è da molti anni in contatto con l'autorità italiana, anche attraverso diverse lettere -ha detto il portavoce- alcuni progressi sono stati fatti ma ne servono altri. Siamo generalmente soddisfatti del modo in cui Agicom applica la normativa attuale, tuttavia questa normativa è incompatibile con le norme Ue, quindi va cambiata".
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