Dopo una giornata disastrosa, il ministro Bianchi si sveglia, ma gli autotrasportatori replicano: non molliamo. Muro contro muro a Palazzo Chigi fra il governo e i rappresentanti sindacali degli autotrasportatori. Arrestato il leader della protesta in Sicilia Commenta
Roma, 11 dicembre 2007 - Il ministero dei Trasporti ha precettato le associazioni dell'autotrasporto Cna Fita e Confartigianato Trasporti, limitando il fermo dell'autotrasporto, proclamato dalla mezzanotte del 10 dicembre alle 24 di venerdì 14, alle 23.59 dell'11 dicembre.
Il provvedimento, si legge in una nota del ministrero dei Trasporti, "si è reso necessario a seguito della gravissima criticità della circolazione su molte arterie della rete stradale e autostradale, che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei beni essenziali in quanto volti a soddisfare i diritti fondamentali dei cittadini".
L'ordinanza viene notificata alle segreteria nazionali delle organizzazioni che hanno proclamato il fermo e alle aziende erogatrici dei servizi, alle quali viene fatto obbligo di portarlo a conoscenza dei lavoratori nonché del pubblico attraverso gli organi di informazione.
Gli autotrasportatori che, nonostante la precettazione, continueranno il fermo dei Tir potranno incorrere in sanzioni che arrivano fino a 500 euro al giorno per i singoli imprenditori e fino a 25.000 euro al giorno per le associazioni, precisa la nota del Ministro.
Non solo, ma chi non rispetta lo 'stop' dell'ordinanza ministeriale, rischia anche la sospensione dall'Albo nonchè la reclusione sino a 4 anni e arresto facoltativo nel caso in cui il comportamento concretizzi la fattispecie criminosa di cui all'articolo 610 del Codice Penale (violenza privata, come ad esempio impedire l'accesso ad un casello autostradale o ad un porto).
Le sigle degli autotrasportatori, però, hanno annunciato che il blocco proseguirà. Perché - spiegano - l'ordinanza del ministro non ha validità giuridica: non c'è stato, dicono, il previsto tentativo di conciliazione.
L'ARRESTO
Il leader della protesta degli autotrasportatori in Sicilia, Giuseppe Richichi, è stato fermato nel pomeriggio dalla polizia con l'accusa di interruzione di pubblici servizi essenziali. Il fermo è avvenuto ad Augusta, nei pressi di Siracusa, dove Richichi avrebbe tentato di bloccare i mezzi di alcuni camionisti non aderenti allo sciopero. Il gip di Siracusa ha convalidato l'arresto e ha concesso a Richichi gli arresti domiciliari. Richichi è il presidente dell'Aias, l'associazione degli autotrasportatori che nel 2000 attuò un blocco dei tir di oltre una settimana con conseguenze pesantissime per l'economia siciliana. Assieme a Richichi sono stati fermati altri due trasportatori che sarebbero pure intervenuti per bloccare gli autisti che non volevano scioperare.
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