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IL GIALLO DI PERUGIA

Amanda per sei ore dai magistrati
Lacrime e rabbia:"Sono innocente"

La giovane ha ribadito la sua innocenze affermando che, mentre la studentessa inglese veniva uccisa, lei era a casa del suo fidanzato Raffaele Sollecito

delitto di perugia: amanda knox, coinquilina di meredith e indagata Perugia, 17 dicembre 2007 - Ha ribadito la sua innocenza, Amanda Knox (nella foto), la studentessa statunitense accusata dell'omicidio della sua coinquilina, Meredith Kercher. Nell'interrogatorio, davanti al pm, durato circa sei ore Amanda si è nuovamente dichiarata estranea alla vicenda. La ragazza è stata sentita nel carcere di Capanne, dove è rinchiusa dal 6 novembre scorso, dal sostituto procuratore Giuliano Mignini.

 

La giovane ha affermato che mentre la studentessa inglese veniva uccisa, lei era a casa del suo fidanzato Raffaele Sollecito. A riferirlo sono stati i suoi difensori uscendo poco fa dal carcere. Amanda Knox ''ha fornito una piena collaborazione'', ha spiegato Giancarlo Costa, uno dei legali.

 

Amanda Knox ha anche pianto davanti al pm nel corso del lungo interrogatorio. La giovane ha risposto alle domande del magistrato per l'intera mattinata. Poi però è improvvisamente scoppiata in lacrime e il confronto è stato interrotto per diversi minuti. Alla ripresa, la Knox non avrebbe più voluto rispondere alle domande degli inquirenti. Secondo quanto si è appreso i due punti che hanno fatto crollare Amanda Knox  sarebbero una domanda su Patrick e la contestazione di alcune frasi dette in questura il 2 novembre scorso e relative alla morte di Meredith.

 

In particolare la studentessa americana sarebbe crollata quando gli è stato chiesto perche' avesse chiamato in causa Patrick Lumumba Diya: prima ha iniziato a titubare su come rispondere e poi è scoppiata in lacrime. ''Lo stesso identico atteggiamento tenuto in questura quando è stata fermata'' sottolinea chi era presente all'interrogatorio.

 

Nel corso dell'interrogatorio la giovane ha avuto anche altri momenti di difficoltà. Ad esempio - sempre secondo quanto si è appreso - quando le sono stati contestati alcuni particolari relativi alla morte di Meredith, alla posizione del corpo e alla stanza del delitto, di cui lei avrebbe fatto cenno in questura lo scorso 2 novembre (4 giorni prima del fermo) parlando con alcune amiche di Mez. Particolari che non avrebbe potuto conoscere se non perchè era presente in via della Pergola la notte del 1 novembre.

 

Prima di crollare, Amanda aveva ribadito al pm la versione fornita ai giudici del tribunale del Riesame. ''Quella sera - ha raccontato - sono stata a casa di Raffaele''. ''Abbiamo visto il film - ha aggiunto - poi abbiamo mangiato e fatto l'amore''. Anche in questa fase dell'interrogatorio però, l'americana sarebbe caduta diverse volte in contraddizione, anche in considerazione di quanto raccontato dal suo fidanzato Raffaele Sollecito. Quest'ultimo infatti ha sempre sostenuto di aver passato la serata al computer, ma di questo Amanda non ha mai fatto cenno nelle quasi sei ore davanti al magistrato. Al pm la Knox ha anche detto di esser sicura che Meredith non era mai andata a casa di Raffaele - e però non ha saputo spiegare perchè sul coltello trovato in casa del pugliese c'è il dna della studentessa inglese - e di aver conosciuto Rudy Hermann Guede proprio al pub 'Le Chic', quello di Patrick.

 

Il legale ha spiegato che la Knox ''per sei ore ha fornito la sua versione dei fatti, confermando quella già resa". Il legale ha spiegato che ora i difensori, oltre a lui gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova, "confidano nel prosieguo delle indagini e nelle risultanze che giungeranno dalle ulteriori prove tecniche". ''C'è una persona innocente che sta in carcere'' ha concluso Costa.

 

Le posizioni di accusa e difesa al termine dell'interrogatorio di Amanda Knox sono rimaste ''sostanzialmente invariate''. ''Amanda continua a proclamare la sua innocenza mentre la procura la ritiene coinvolta nell'omicidio di Meredith Kercher'' hanno detto i difensori della studentessa statunitense.

 

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