Roma Roma, 20 dicembre 2007 - "Pronto Silvio, sono Saccà". L'audio integrale della conversazione tra Berlusconi e il direttore della fiction Rai, intercettata dalla procura di Napoli e resa pubblica dopo il deposito degli atti d'inchiesta, è da oggi disponibile a tutti sul sito Repubblica.it e su quello dell'Espresso.
Un documento unico sulla gestione della Rai e non solo, tra fiction che vanno sbloccate su richiesta della Lega, registi come Martinelli definiti da Saccà 'cretini' e soprattutto, al termine della telefonata, l'allusione del Cavaliere al suo tentativo "di avere la maggioranza al Senato".
La telefonata, che dura poco più di sette minuti, ha un'ottima qualità audio: si distinguono chiaramente le voci di Saccà, che a più riprese elogia Berlusconi, definito "la persona più civile e più corretta", e dell'ex premier, che risponde a voce bassa e lievemente roca, forse per stanchezza. Il dialogo tra i due si svolge tra la discussione sulla maggioranza in Cda Rai ("Una cosa strategica - spiega Saccà - ma se la stanno giocando in maniera stupida"), su cui Berlusconi dimostra idee chiare ("Lì è Urbani che fa lo str..."), la fiction sul Barbarossa ("Bossi mi sta facendo una testa tanta", confessa Berlusconi).
Poi le due segnalazioni del Cavaliere al potente direttore di Rai Fiction, una per Elena Russo e una per Evelina Manna: qui Berlusconi vuole soffermarsi meglio, sebbene Saccà si affretti a chiarire "Lei Presidente non mi deve spiegare niente", e alla fine chiarisce: "Sto cercando di avere la maggioranza al Senato... Questa Evelina Manna può essere...perchè mi è stata richiesta da qualcuno..con cui sto trattando".
BERLUSCONI
"Non le ho ancora sentite, non c'è niente che possa essere così preoccupante, salvo il fatto che siamo in un Paese dove non c'è più la libertà. È una entrata violenta, un attacco violento alla intimità, al diritto di privacy, alla vita di ciascuno, è una cosa veramente criminale", ha dichiarato Silvio Berlusconi commentando la diffusione on line dei suoi colloqui telefonici con Agostino Saccà.
Poi il Cavaliere attacca: "Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo in Rai si lavora solo se ti prostituisci o se sei di sinistra". "In Rai - continua durissimo il Cavaliere - non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è stato certo scelto attraverso una ricerca di mercato".
Prima di incontrare la pattuglia degli eurodeputati, Berlusconi non si nega ai taccuini dei giornalisti che lo attendono davanti a un ristorante di un elegante quartiere di Roma. "Lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo - attacca Berlusconi - che in Rai si lavora solo se ti prostituisci o se sei di sinistra". A Viale Mazzini, rincara la dose Berlusconi "non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è stato certo scelto attraverso una ricerca di mercato". Insomma, per l'ex premier la lista dei 'raccomandati' del servizio pubblico è lunga e piena zeppa di nomi e cognomi mentre, afferma "siamo in un paese in cui non c'è più libertà. E' un attacco violento, una cosa davvero criminale".
Nulla a che vedere con le 'sue' segnalazioni, spiega Berlusconi, "perché una persona che è stata scelta da un libero produttore e segnalata alla Rai ha dovuto far posto ad un'altra persona raccomandata". Questa, ha concluso, era "una ingiustizia".
LA REAZIONE DI RAI E FNSI
Le bordate di Berlusconi ovviamente provocano un putiferio politico-giornalistico. Scendono in campo in nuovi vertici della Fnsi bocciando la "sconfinata volgarità" del Cavaliere. "Un comportamento così gretto - dice il Sindacato dei giornalisti - non è tollerabile né in un leader politico, né nel più importante concorrente di viale Mazzini".
E proprio il 'concorrente', la Rai, prende posizione. E ovviamente è una risentita difesa che trova spazio nelle parole dei massimi dirigenti del servizio pubblico. "Di fronte ad accuse indiscriminate e dai toni inaccettabili - si legge in una nota dell'azienda - la Rai ribadisce la piena fiducia nei propri dipendenti e collaboratori, nelle loro capacità professionali e nel loro costante e reale impegno per il miglioramento del Servizio Pubblico radiotelevisivo".
L'IRA DEGLI AVVOCATI
Niccolo' Ghedini e Michele Cerabona - avvocati di Berlusconi - annunciano un esposto al garante della Privacy e l'avvio di un'azione giudiziaria: ''Ad appena 24 ore dal deposito degli atti alla difesa - affermano - sul sito del quotidiano La Repubblica e del settimanale L'Espresso, vi sono gia' delle intercettazioni di conversazioni, addirittura in audio, fra il presidente Berlusconi ed il dottor Saccà. Dopo la clamorosa ed evidente violazione del segreto d'indagine avvenuta nei giorni scorsi e sulla quale sta investigando la Procura della Repubblica di Napoli, non e' dato comprendere come sia pervenuta anche la versione audio al quotidiano, in ulteriore violazione di legge''.
''Abbiamo provveduto ad un immediato esposto al Garante della Privacy e - concludono - provvederemo altresi' ad ogni conseguente azione giudiziaria in merito''
Tutto esaurito a Milano per il primo concerto del minitour (7 date) di Ligabue