Vicenza, 24 dicembre 2007 - Tragico epilogo nel sequestro di Iole Tassitani, la 42enne figlia del notaio Luigi di Castelfranco Veneto (Treviso). La donna è stata uccisa e fatta a pezzi e i resti nascosti nei sacchetti neri dell'immondizia in un garage di Bassano del Grappa di proprietà di Michele Fusaro, 40enne falegname originario di Treviso.
Nel corso della conferenza stampa svoltasi al Comando provinciale dei Carabinieri di Treviso, l'uomo aveva avuto un precedente penale nel 1985 per ricettazione in un caso di ratto a scopo di libidine. Iole Tassitani lo conosceva. Forse per questa ragione lo ha seguito la sera del 12 dicembre accettando di salire sulla sua auto.
La macabra scoperta è avvenuta intorno all'una di notte quando i Carabinieri del Reparto operativo di Treviso hanno fermato Fusaro che faceva più lavori, operaio in un mobilificio, inserviente in un supermercato e venditore di pentole porta a porta. Dai vicini il falegname di origine trevigiana è stato descritto come taciturno e solitario.
I militari del'Arma tenevano d'occhio da martedì scorso il 40enne e aspettavano solo il momento più adatto per entrare in azione.
Fermato mentre camminava a tarda notte a Bassano, l'uomo non ha opposto resistenza e ha seguito i carabinieri che hanno chiesto di perquisire la sua abitazione. L'appartamento del falegname si trova in una palazzina nella prima periferia di Bassano del Grappa in via Giosué Carducci. Dopo avere visto l'appartamento è stato perquisito il garage, un ambiente molto ordinato. Proprio lì gli investigatori sono stati attirati da tre sacchi neri della spazzatura al cui interno hanno trovato i resti di Iole Tassitani.
Il falegname e la vittima si conoscevano. La prova giunge dall'esame del pc della donna dove sono state trovate tracce di contatti tra Fusaro e la Tassitani, forse la 42enne pensava di commissionare all'uomo una serie di lavoretti. Nessun coinvolgimento sentimentale tra i due a quanto pare. Cade quindi la pista della chat line che all'inizio aveva alimentato i principali sospetti. Secondo gli inquirenti il falegname potrebbe avere maturato l'idea del sequestro dopo avere compreso la situazione economica florida della figlia del notaio. Sul fronte di presunti complici nel rapimento, il procuratore di Venezia e responsabile della direzione distrettuale antimafia, Vittorio Borraccetti fa sapere che: "Non emergono elementi per avvalorare l'ipotesi dei complici". Anche sei militari del Ros sostengono che Fusaro non possa avere fatto tutto da solo.
Il falegname originario di Treviso ma da tempo residente a Bassano del Grappa (Vicenza) ha sempre dovuto districarsi con problemi economici, per questa ragione svolgeva diversi lavori che gli consentivano di mantenersi. Il miraggio di sistemarsi per sempre sequestrando la figlia di un facoltoso notaio poteva averlo allettato. Nel corso della conferenza stampa sono stati confermati gli squilli partiti da uno dei tre cellulari di Iole Tassitani e l'sms con cui si richiedeva un riscatto di 800 mila euro.
La strumentazione tecnologica dei militari dell'Arma ha permesso di localizzare geograficamente il luogo da dove partivano i segnali, appunto nel vicentino. Da martedì 18 dicembre i carabinieri hanno pedinato e seguito in ogni spostamento Michele Fusaro, fino alla tarda serata di ieri quando hanno fatto la macabra scoperta.
Il falegname è stato interrogato questa notte ma non ha confessato l'omicidio, ha anche avuto un malore. Verrà sentito anche oggi dai magistrati. Intanto dovrà essere eseguita l'autopsia sui resti del cadavere di Iole Tassitani anche se dallo stato di decomposizione, la donna potrebbe essere stata uccisa lo stesso giorno del rapimento o da almeno cinque o sei giorni.
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