Vittoria con il 52,5% dei voti: lo ha comunicato la Commissione lettorale al termine dello scrutinio di tutte le schede. Per gli osservatori dell'Osce le elezioni sono valide con "significativi difetti"
Tbilisi, 6 gennaio 2008 - Mikheil Saakashvili ha vinto le elezioni presidenziali anticipate al primo turno con il 52,8% dei voti, staccando nettamente il rivale diretto Levan Gachechiladze che ha raccolto solo il 27% dei consensi. Lo ha comunicato il presidente della Commissione elettorale Levan Tarkhnishvili al termine dello scrutinio di tutte le schede dei seggi in Ucraina. Manca ancora il dato di quanti hanno votato all'estero, poco più di 40 seggi, giudicato comunque ininfluente sul risultato finale.
Il quarantenne candidato filostatunitense è stato rieletto per un secondo mandato ma è più debole di prima. Saakashvili ha perso oltre il 40% dei consensi rispetto alla prima elezione plebiscitaria di quattro anni fa quando dopo l'incruenta Rivoluzione delle rose il 90% dei georgiani entusiasticamente lo catapultò a soli 36 anni alla guida della Georgia.
Le stesse presidenziali di sabato sono una prova dell'indebolimento del presidente. Saakashvili dopo un lungo braccio di ferro con l'opposizione fu costretto a convocarle al termine di una settimana di manifestazioni di protesta culminate il 7 novembre scorso con l'imposizione dello stato di emergenza, rimasto in vigore per nove giorni.
Gachechiladze ha contestato al regolarità del voto e ha portato in strada nella capitale almeno 7.000 sostenitori e ha annunciato nuove proteste per martedì 8 gennaio, dopo il capodanno ortodosso.
Gli osservatori internazionali dell'Osce hanno proclamato la sostanziale validità delle elezioni e dagli Stati Uniti, sostenitori di Saakashvili, sia arrivato un invito ad accettare l'esito delle urne. Mosca, invece, che considera il presidente come una spina nel fianco ha bollato come "frettoloso" e "superficiale" il giudizio degli osservatori.
La Georgia, patria dell'ex dittatore sovietico Josip Stalin, si trova al centro di importanti interessi geostrategici. Sul suo territorio passa il principale oleodotto che dall'Azerbajan porta il petrolio del Caspio fino in Turchia, agirando il territorio russo. Mosca che fino a pochi mesi fa aveva un'importante base militare, vede come il fumo nell'occhio il progressivo avvicinamento di Tbilisi all'occidente e agli Stati Uniti in particolare. Processo che culminerà con l'adesione alla Nato su cui i georgiani erano chiamati a decidere oggi con un referendum.
Consultazione che salvo clamorose sorprese - la quasi totalità dei partiti appoggiava l'ingresso nell'Alleanza atlantica - ratificherà la scelta del governo di Tbilisi e la Georgia, repubblica sovietica fino al 1991, sarà il ventisettesimo membro della Nato.
Il premio, ottenuto per 'Quarto potere', era stimato tra gli 800mila e 1,2 milioni di dollari: forse un prezzo troppo alto. Venduto invece il copione del film per 97.000 dollari