Lecco, 8 gennaio 2008 - Non sempre i bambini presenziano alle funzioni religiose con quella compostezza consona all'ambiente.
Spesso si annoiano e finiscono per disturbare i fedeli in preghiera. Così il parroco di Civate, che qualche anno fa si inventò una sorta di 'Grande Fratello' dedicato alla devozione al Signore, adesso ne ha pensata un'altra: caramelle al posto dell'ostia durante la santa comunione e 'baby messe' appositamente celebrate per i più piccini.
«Sono perfettamente consapevole che la santa messa possa rappresentare una noia notevole per i bambini - spiega don Mario Longo - per questo ho pensato a una formula appositamente 'confezionata' per loro e in grado di avvicinarli con gioia e allegria alla preghiera nella giusta compostezza».
La particolare funzione religiosa viene celebrata in uno spazio di circa 40 metri quadrati, una sorta di 'baby chiesa'' all'interno della parrocchiale del paese: ci sono due tappeti coloratissimi, cuscini, orsacchiotti, bambole e costruzioni. Al posto degli inginocchiatoi, sono stati posizionati tanti morbidi pouf. Alle pareti, pitture che rappresentano immagini religiose e richiamano alla preghiera; c'è poi una grande vetrata, su cui sono riprodotte delle barche ormeggiate sulla riva di un lago, che ricordano quelle dei discepoli e di Pietro.
Il don ci tiene, però, a sottolineare che «non è una nursery dove i genitori possono parcheggiare i figli quando non li vogliono avere tra i piedi. È un luogo sacro a tutti gli effetti creato ad hoc per dare la possibilità anche ai più piccini di vivere nel loro piccolo, e senza annoiarsi, l'esperienza di avvicinamento al Signore».
La funzione religiosa ha una 'scalettà diversa da quella per gli adulti e non c'è l'omelia «che rischia di essere troppo lunga e incomprensibile». I bambini vengono invitati alla preghiera attraverso il gioco. «Pregano e si insegna loro ad accettare poco alla volta la messa tradizionale». C'è, invece, l'eucarestia seppur rivisitata: «A bimbi di cinque o sei anni preferisco dare caramelle al posto dalla tradizionale particola che per loro potrebbe risultare non gradevole»
Tutti si mettono in fila, come fanno i grandi, e vengono a prenderla. Ma devono essersela meritata. Come nell'eucarestia degli adulti, infatti, vi è una precedente 'confessionè: Don Mauro, aiutato dagli educatori, però, non si nasconde dentro un confessionale ma chiede ad ognuno dei bimbi di raccontare quello che secondo loro potrebbe essere una marachella, ovvero un piccolo peccato.
«Se dicono di averne commesse, allora niente caramella e saltano il turno cercando di meritarsela per la domenica successiva».
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