New York, 9 gennaio 2008 - Non è stato soltanto un "comeback girl", come quello di McCain, ma una vera "resurrezione". Hillary ha spiazzato tutti anche i suoi stessi strateghi che ormai davano per scontata una seconda sconfitta in New Hampshire. La vittoria invece con oltre 7000 voti su Obama avrà un peso straordinario nelle primarie per la nomination.
L’ "incoronazione anticipata" del "Kennedy nero" non solo è rimandata, ma rischia di non esserci più perché la corsa è tornata apertissima. Sarà adesso una sfida stato per stato fino all’ultimo voto in quella che è diventata la battaglia più dura della storia americana per la scelta di un candidato alla presidenza.
Hillary non ha trovato solo i voti nell’urna dei democratici tradizionali, ma rispetto all’Iowa ha recuperato quello delle donne che hanno scelto questa lei al 44% e Barack solo al 37%.
Tutto è servito negli ultimi 2 giorni, comprese le lacrime.
Nessuno è stato in grado di anticipare una simile rimonta e il New Hampshire si è confermato lo stato indipendente e imprevedibile di sempre. I sondaggisti che hanno clamorosamente annunciato il sorpasso e una schiacciante vittoria di Obama si dicono sconcertati e scaricano sull’enorme affluenza alle urne il clamoroso errore di valutazione che ha dominato le analisi dei media ormai da una settimana. L’Hillary compassionevole e umana evidentemente ha commosso e toccato le elettrici che hanno scelto lei anche per solidarietà femminile contro chi le ha detto durante un comizio "stirami le camicie".
I giochi adesso sono tutti da rifare. Il "profeta" Obama sarà costretto a parlare oltre che dei sogni anche dei rimedi per l’America. Ieri sera perdendo si è accorto che gli indipendenti e indecisi non bastano per vincere la nomination, ma deve trascinare dalla sua parte anche la base del partito e i sindacati che invece avrebbero appoggiato Hillary e Edwards. Osservare per noi diventerà ancora più interessante.Capire invece, ( dopo la brutta figura che tutti i commentatori e giornalisti hanno fatto ieri notte) sarà tutta un’altra cosa. La "Clinton spa" ha vinto ancora. La "dinasty fatigue" non c’è stata. Ma per continuare il successo e tornare ad essere la "predestinata", Hillary, fin da oggi, potrebbe cambiare "messaggio" e squadra.
di Giampaolo Pioli
La starlette americana sembra che abbia richiesto più volte ai suoi compagni di darle del denaro per risolvere i suoi problemi dovuti ad uno stile di vita quantomeno stravagante e dispendioso