Vegas, 16 gennaio 2008 - "Siamo tutti una famiglia". Dopo una settimana di guerra senza esclusione di colpi, scoppia la pace tra Hillary Clinton e Barack Obama al nuovo dibattito che si è svolto a Las Vegas, in vista dei caucus di sabato in Nevada. Un confronto dai toni e modi ben diversi da quelli di aperta contrapposizione che si erano registrati nel dibattito in New Hampshire: è stato tutto un chiamarsi per nome tra i candidati, con toni rilassati, battute e risate.
In effetti era stata dichiarata già prima del dibattito la tregua alla guerra di parole scoppiata tra Hillary ed Obama: una guerra che, a detta dei consiglieri di entrambi candidati, rischiava di concentrarsi troppo su un terreno - non solo le questioni razziali con la polemica sulla frase di Hillary Martin Luther King, ma anche la discriminazione delle donne con le battute bollate come maschiliste di Obama - troppo scivoloso per la prima donna ed il primo nero in lizza per la Casa Bianca.
Prima del dibattito Obama si era detto "preoccupato dal tono che sta prendendo la campagna elettorale", sottolineando che "siamo tutti democratici, condividiamo lo stesso obiettivo".
"Siamo tutti una famiglia nel partito democratico - gli ha fatto eco Hillary durante il dibattito - e siamo così distanti dai repubblicani su molte questioni. A questo punto ad Obama non è restato altro da fare che "chiedere scusa" per l'infelice battuta pronunciata dopo la sua vittoria in Iowa, quando definì la Clinton "abbastanza piacevole": "mi rammarico assolutamente, anche perchè non era quello che volevo dire".
Il premio, ottenuto per 'Quarto potere', era stimato tra gli 800mila e 1,2 milioni di dollari: forse un prezzo troppo alto. Venduto invece il copione del film per 97.000 dollari