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PROTESTE DEI LAVORATORI

Asfissiati nella stiva, sciopero nei porti
Metalmeccanici, blocchi in tutt' Italia
Salari: "Verso lo sciopero generale"

Marghera: due operai morti asfissiati nella stiva di una nave, un terzo si salva: stop in tutti i porti. Per il contratto proteste dalle Marche a Milano

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Metalmeccanici in sciopero sfilano in corteo VENEZIA, 18 GENNAIO 2008 - È stata posta sotto sequestro la nave panamense dove questa notte sono morti due operai addetti alla pulizia della stiva. Nel frattempo si sta cercando di fare luce sulla tragica vicenda. Due operai, dipendenti di due ditte diverse che fanno capo al Centro Intermodale Adriatico di Porto Marghera, sono deceduti asfissiati, a quanto sembra dall'anidride carbonica in eccesso nella stiva della nave che caricava soia. Si tratta di F.P., 58 anni di Brugine (Padova) e di Z.D., 41 anni di Mestre (Venezia) che lavoravano per la Cooperativa nuova Clp di Marghera e per la Icco di Dosson di Casier (Treviso).
Secondo i primi accertamenti della polizia, l'incidente èavvenuto verso le 2,30 di questa notte. Si trattava di scaricare e pulire la stiva di una nave panamense contenente soia.

Due operai del Consorizo Intermodale Adriatico si sono preparati per l'operazione. È stata calata nella stiva una ruspa cingolata collegata a una gru sulla banchina, dentro c'erano i due italiani. Uno degli operai addetti alla ruspa è sceso nella stiva ed è svenuto immediatamente. L'altro ha cercato di soccorrerlo, è sceso dalla gru a sua volta ed è svenuto subito. Immediato l'allarme, ma per i due operai non c'è stato niente da fare. I primi soccorsi sono stati prestati da un uomo dell'equipaggio, un rumeno che è sceso nella stiva con il respiratore e che ora si trova ricoverato in ospedale per accertamenti. Cinque minuti dopo l'incidente, si è accertato che nella stiva c'era solo una percentuale del 5% di ossigeno, quando la soglia minima richiesta è del 17%: da accertare se c'è stata una leggerezza da parte dei lavoratori o se gli strumenti per la misurazione dell'ossigeno non hanno funzionato. Sul caso è stata aperta un'inchiesta, la nave è sotto sequestro. I lavoratori del porto sono agitazione e stanno manifestando sulle banchine del porto industriale, i sindacati si stanno mobilitando e hanno già indetto uno sciopero per la prossima settimana, proprio per protestare contro le morti bianche

 

PORTI ITALIANI IN AGITAZIONE

A seguito degli incidenti mortali avvenuti a Porto Marghera le organizzazioni sindacali Filt CGIL, Fit CISL e UIltrasporti indicono uno sciopero immediato in tutti i porti italiani con modalità da definire localmente.
«Esprimono ferma protesta - si legge in una nota - per il susseguirsi di incidenti che hanno raggiunto livelli non sopportabili nel 2007 e che purtroppo proseguono. La protesta è indirizzata anche verso quelle imprese che non garantiscono lo svolgimento delle attività in sicurezza».
Le tre organizzazioni sindacali rivolgono un invito agli organi ispettivi ed alle istituzioni competenti perchè vigilino e facciano rispettare la legislazione per la sicurezza del lavoro.
Per martedì 29 gennaio è indetta una assemblea unitaria dei quadri e dei delegati per decidere le ulteriori iniziative da intraprendere a sostegno della sicurezza nei porti.
Contestualmente si sentono vicine e solidali alle famiglie colpite da un così grave lutto.

 

L'IRA DEI SINDACATI

Non ci potrà essere nessuno scambio tra sicurezza e flessibilità. Questa, in sostanza, la posizione comune di Cgil, Cisl e Uil alla luce della nuova tragedia di oggi sul lavoro avvenuta a Porto Marghera. "È uno stillicidio. Ed è una media agghiacciante di morti sul lavoro, quattro e mezzo al giorno", commenta il leader della Cgil, Guglielmo Epifani che ammonisce "non si può scambiare più soldi con una minor attenzione alla sicurezza", spiega.


Ed il problema, per il leader della Uil Luigi Angeletti, è sempre lo stesso: «che le aziende se ne fregano della sicurezza dei lavoratori». Una questione che si associa anche «all'ancora basso livello di sanzioni previste a carico delle imprese». Ma gli appelli? «Solo parole», conclude amaramente Angeletti.

 

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