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CASO MASTELLA

Anm: "Sbagliato delegittimare i giudici, genera sfiducia"

L'Associazione Nazionale Magistrati replica al j'accuse dell'ex ministro di mercoledì scorso in Aula alla Camera

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clemente e sandra mastella Roma, 19 gennaio 2008 - Le vicende giudiziarie del dimissionario Guardasigilli, Clemente Mastella, e della moglie Sandra Lonardo "hanno sollevato una violenta polemica nei confronti della magistratura, che viene accusata di esercitare il potere giudiziario al di fuori delle regole e con finalità politiche. La scelta di delegittimare l'operato della magistratura è irresponsabile poichè può solo generare sfiducia nelle istituzioni e attentare alle basi della convivenza civile". Ci mette una riunione del 'parlamentino' durata quasi 10 ore, ma alla fine l'Associazione Nazionale Magistrati replica allo j'accuse dell'ex ministro di mercoledì scorso in Aula alla Camera e lo fa con un documento che alla riunione di oggi del Cdc ha raccolto 20 voti a favore (Unicost, Md e Verdi) e l'astensione di Magistratura Indipendente.

 

"L'Anm - prosegue il documento delle toghe - respinge fermamente tali accuse generalizzate, che rischiano di alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato che generano sconcerto nei cittadini". Ecco perchè l'associazione ribadisce la propria "intransigente tutela dei valori costituzionali di indipendenza e autonomia, fermi restando il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari, il principio di responsabilità dei singoli e il dovere di professionalità, corollari indispensabili dell'indipendenza del potere giudiziario".

 

Per questo, secondo l'Anm c'è "l'assoluta urgenza di rispondere in modo celere e adeguato alla domanda di giustizia che proviene dai cittadini ed è consapevole delle numerose carenze dell'organizzazione giudiziaria che impediscono di esercitare la giurisdizione: le garanzie costituzionali della magistratura hanno senso - ricorda l'Anm - in quanto accompagnate dal recupero di efficienza della giustizia e di efficacia dei provvedimenti giudiziari".

 

Insomma, per le toghe sono 4 i punti su cui "interventi urgenti e indifferibili: la riforma del processo penale e la semplificazione dei riti civili; la razionale organizzazione degli uffici giudiziari e la revisione della geografia giudiziaria; la dotazione di risorse umane e strumentali adeguate alle esigenze di funzionamento degli uffici giudiziari".

 

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