LA COSA migliore, è rimuovere quanto è accaduto nella settimana che si è conclusa con l’adunata stile-regime in piazza San Pietro. La cronaca ‘brucia’ fatti e misfatti in un baleno. Approfittiamone. Perché in molti hanno sbagliato e i restanti, comunque, non hanno convinto. Per una volta l’evangelico richiamo a non cercare la pagliuzza nell’occhio altrui e a preoccuparsi del trave nel proprio dovrebbe fare aggio su qualsivoglia considerazione.
HANNO sbagliato i docenti della Sapienza firmatari del documento anti-Papa; e non c’è bisogno di spiegare il perché. Ha sbagliato il Rettore, che aveva invitato Benedetto XVI, non ha respinto il documento e non ha ventilato neppure per un nanosecondo le dimissioni. Non ha convinto lo stato maggiore del Vaticano, nel forzare il Papa a una rinuncia ingiustificata. Ha sbagliato il cardinale Ruini a promuovere una manifestazione di piazza, prima volta — crediamo — per la Chiesa, del tipo di quelle care ai sindacati, ai partiti, a qualche leader politico. Non hanno convinto i parlamentari che si sono recati in piazza per una grossolana ‘captatio benevolentiae’ verso elettori che meriterebbero ben altre risposte, in ben altri campi.
SE IL PAPA fosse andato alla Sapienza e l’avessero contestato o addirittura zittito, piazza San Pietro si sarebbe riempita per scelta e non per precetto. Così invece, i numeri di ieri, centomila, duecentomila, trecentomila, non fanno la differenza, annacquati da un mix di inutile solidarietà al Papa (che non ne ha bisogno, perché le ‘azioni’ del messaggero di Dio in terra non si contano, ma si pesano; e pesano comunque tantissimo) e di fastidiosa contaminazione della politica.
METTIAMOCI una pietra sopra, ché è meglio per tutti. Soprattutto per la Chiesa, insidiata, combattuta, perseguitata con armi ben più pericolose del pezzo di carta dei baronuncoli della Sapienza, cavalieri del nulla di un mondo nel quale i valori del cristianesimo, ancorché fede largamente minoritaria, se adeguatamente incarnati sono rimasti i soli che — come ammoniva papa Wojtyla — possono dare speranza a un’umanità afflitta e smarrita.
DI PAOLO FRANCIA
La starlette americana sembra che abbia richiesto più volte ai suoi compagni di darle del denaro per risolvere i suoi problemi dovuti ad uno stile di vita quantomeno stravagante e dispendioso