Napoli, 25 gennaio 2008 - La città di Napoli "sprofondata in una delle notti più buie della sua storia" ha bisogno della preghiera di tutti e di un momento di riflessione. Così il cardinale Crescenzio Sepe nell'omelia che pronuncerà questa sera durante la veglia organizzata nel duomo. Un appuntamento voluto dallo stesso arcivescovo che ha disposto, per l'occasione, che vengano traslate ed esposte le reliquie del sangue di San Gennaro, così come si faceva in passato, in occasione di eventi gravi.
La speranza è che il 'miracolo' dello scioglimento del sangue - considerato un segno divino - quest'anno avvenga prima del solito
"La tragedia dei rifiuti ha portato di nuovo Napoli e tutta la Campania sulle prime pagine dei giornali e sulle televisioni di tutto il mondo con fotografie e titoli impietosi che tuttavia denunciano una realtà impossibile da giustificare. La chiesa di Napoli - dice Sepe - sente la gravità del momento ed è per questo che la preghiera viene sulle labbra, ma va in cerca delle vie profonde per tracciare un cammino nuovo".
Il cardinale afferma che la Chiesa "non ha paura di sporcarsi le mani" e che vuole sottolineare come il dramma della spazzatura sia "emblema del superfluo". "I rifiuti non sono la corteccia da mettere via alla società del benessere ma rappresentano sempre più il simbolo della sua escrescenza, un tumore maligno che aggredisce e devasta".
Un dramma che a Napoli "devasta un corpo già malato, fiaccato da troppi mali, ma ancor più da un cumulo di diagnosi sbagliate".
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