Italia News
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

IL COMMENTO

E domani? Si comincia daccapo

 

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Pierluigi Visci CLEMENTE Mastella deve avere molto gioito. Fisicamente assente, il suo spirito era certamente in quell’aula severa, solenne e grigia del «Palazzaccio» romano, dove le sue recenti polemiche sul rapporto politica-magistratura hanno trovato echi. Le cifre del disastro della giustizia sono sempre quelle, ogni anno più gravi e fonte di dotte analisi e (ipocriti) allarmi. Ma le parole, stavolta, disegnano un cambiamento d’umore nel rapporto tra politica e magistratura, ma anche all’interno della stessa magistratura. Perché le parole del ministro ad interim della Giustizia, Romano Prodi, coincidono con quelle del Primo Presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone.

 

E se la politica viene bacchettata, la magistratura è stata bastonata. E nel dire quello che i magistrati non dovrebbero fare, appare implicito che spesso lo fanno. Centrale questa affermazione di Carbone: «La giustizia non costituisce un sistema a sè stante, astratto e autosufficiente», e dunque il magistrato deve valutare se una iniziativa giudiziaria può assumere rilevanza sull’«intero sistema sociale ed economico».

 

VALE PER una indagine su un importante politico, come su un protagonista del mondo imprenditoriale. La torre d’avorio del giudice è crollata da un pezzo. Non significa non indagare, significa un di più di prudenza. Ricreando attorno al processo un clima di «rispetto, riservatezza e decoro». Lontano dal «fragore dei media». Non s’era mai sentito un ministro di Giustizia usare espressioni come «eversione» e insistere sul principio del giudice soggetto solo alla legge. Evitando che sia applicata ai nemici e interpretata per gli amici o usata come un elastico: «Non esistono quasi reati». Recuperando il valore della prudenza perchè la magistratura «maneggia armi» capaci di produrre «danni irreparabili ai cittadini». La magistratura è un «potere», ma dev’essere un «potere disinteressato». E la politica? Ricordi che l’investitura popolare non autorizza la trasgressione della legge e che nessuna ragione politica giustifica la violazione della legge. E qui forse pensa a Mastella, che infatti non ringrazia. Considerazioni addirittura ovvie, ma anche drammaticamente reali. Ci possiamo redimere. Macchè, domani, si ricomincia.

di Pierluigi Visci

  • 26/01/2008 12:14

    La magistratura e la politica, sia legislativa che esecutiva, sono di fatto poteri secondari nel mondo reale. non sto ad elencare i poteri reali, sarei ancora censurato ed anche voi li conoscete. Negli stati uniti, per dire, c'è un candidato repubblicano, ron paul, che ha posizioni politiche contro i poteri reali(leggi federal reserve), ebbene è completamente censurato dai media e trova spazio solo su internet. Per questo i nostri pusillanimi politici si ritagliano la loro clientela nel malaffare, emulando in piccolo i poteri forti, e tirano a campare. Aspetto un politico che abbia in programma la chiusura della banca d'europa !! Arriverà secondo voi?
  • 26/01/2008 17:28

    Lasciamo stare mastella, one man one show, si è dimesso per fare la crisi come aveva detto se le regole cambiavano. Vuole le elezioni per non sparire. Per lui l'Italia si chiama il suo feudo di Ceppaloni.
  • Sono presenti 2 commenti
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Nicole Kidman e Keith Urban

Tennis, che passione!

Belli, innamorati e soprattutto patiti di tennis. Anche Nicole Kidman e il marito Keith Urban hanno fatto la loro apparizione sulle gradinate della Rod Laver Arena di Melbourne per assistere a un incontro degli Australian Open