ENRICO BOSELLI, leader del Partito socialista, scandisce le parole: «Non voteremo alcun Governo istituzionale se prima non sarà chiaro quale riforma elettorale farà. L’abbiamo detto al presidente Napolitano. Punto».
E basta...
«No, punto e ricominciamo a discutere della proposta del ministro Vannino Chiti. Lì sì che c’era un vasto accordo. Furono i Ds e la Margherita a metterla in discussione».
E se nascesse questo Governo istituzionale?
«Sarebbe già in crisi. Sarebbe un esecutivo salva-referendum».
Ma proprio non lo voterreste nemmeno un po’?
«Nemmeno un po’».
D’Alema e Veltroni hanno stipulato un patto di ferro...
«Dovremmo capire i contenuti di questo ‘patto’. Mi pare di ricordare che ce n’è stato uno una decina di giorni fa a sostegno di Prodi...».
Con risultati non brillanti...
«Catastrofici, direi. La realtà è che questa crisi ha molti padri».
Uno su tutti: Mastella Clemente da Ceppaloni.
«La fate facile. C’è Lamberto Dini. Ma c’è anche il Partito democratico».
Dica la verità: questi ‘democrats’ vi stanno proprio antipatici...
«Abbia pazienza, faccio un ragionamento politico, mica sono un seguace di Lombroso... Quando, accanto a una maggioranza politica, nasce un’altra maggioranza per cambiare la legge elettorale si finisce per avere una crisi governativa e poi, subito dopo, una crisi dell’altra maggioranza, quella trasversale».
Si sono intrattenuti con Berlusconi, hanno discusso di nuove regole...
«A prescindere dalla buona fede, diciamo come sono andate davvero le cose. A un certo punto, subito dopo l’investitura di Veltroni a capo del Partito democratico, abbiamo assistito a un curioso fenomeno. E cioè un’Italia con due premier: uno effettivo, e mi riferisco a Romano Prodi. E un altro virtuale, e penso a Walter Veltroni. Ora, non c’è bisogno di avere la capacità d’analisi di Max Weber per capire che una situazione così non può andare avanti per molto tempo».
Ma perdere il governo per il centrosinistra è una fissazione: non dura mai più di due anni...
«Così è troppo semplicistico. A mio parere ha funzionato la trappola di Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia non ha mai nascosto di voler tornare al voto quanto prima. Ha sempre cercato le elezioni anticipate. Poi ha fatto finta di voler mettere mano a una riforma elettorale. Chi ha trattato con lui c’è cascato. Coi risultati che vediamo».
Lei solitamente è molto pacato. Ora, invece...
«Non è una questione di carattere. Io sono molto preoccupato. Il Partito socialista è molto preoccupato. E’ una crisi difficilissima. Non vedo condizioni per un accordo di qualsiasi tipo. E poi vedo un centrodestra compattissimo».
C’è chi dice che Prodi non ha governato male...
«Romano ha allontanato l’Italia dal baratro. L’attuale crisi economica non era prevedibile. Ora era il momento di raccogliere i frutti. E invece... Poi, sia chiaro, si poteva fare di più».
In quali settori?
«Mah... quelle di Bersani più che lenzuolate mi sono sembrati fazzoletti. Sulla flexsecurity non siamo stati capaci di andare avanti. Il nostro è l’unico paese europeo che non dà risposte sugli ammortizzatori sociali. Eppure, grazie ai Socialisti, è passata la proposta di un assegno di riqualificazione, di 400 euro, a titolo sperimentale, per i co.co.pro. disoccupati. Mica una manovra... bolscevica. Un semplice atto di buon senso».
Un quadro nero, dunque, per i socialisti. C’è solo una cosa che mette di buon umore Boselli: «Sì, il Bologna ha espugnato Rimini. Siamo primi. Il mio cuore rossoblù batte di gioia. Ora non ho tempo. Ma quanto mi manca lo stadio...».
di FRANCESCO GHIDETTI
Belli, innamorati e soprattutto patiti di tennis. Anche Nicole Kidman e il marito Keith Urban hanno fatto la loro apparizione sulle gradinate della Rod Laver Arena di Melbourne per assistere a un incontro degli Australian Open