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IL COMMENTO

Calcio e violenza: in memoria di Licursi, assassinato un anno fa e già dimenticato

  

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Un anno fa, all'esterno dello spogliatoio dello stadio di Liuzzi (Cosenza), poco dopo la conclusione della partita Cancellese-Sammartinese (1-2), veniva ucciso a calci e pugni Ermanno Licursi, 40 anni, dirigente della Sammartinese, squadra di San Martino di Finita (Cosenza), iscritta al campionato di Terza Categoria. Era il 27 gennaio 2007.

 

Sono trascorsi dodici mesi, di Licursi il calcio italiano non si ricorda più e fa finta di non ricordarsene perchè gli conviene. Stamane, intervenendo alla radio di Stato, Matarrese ha difeso gli arbitri, dando ovviamente la colpa ai mezzi di informazione se ogni domenica commettono errori sempre più madornali. Ma, su Licursi, manco una parola. Del resto, il presidente della Lega è lo stesso che, subito dpo l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, a Catania, disse: "I morti fanno parte del sistema, lo spettacolo deve continuare".

 

Raciti venne assassinato il 2 febbraio 2007, sei giorni dopo Licursi. Poi, l'11 novembre, a Badia al Pino (Arezzo), è stato ucciso Gabriele Sandri, tifoso della Lazio. Licursi, Raciti, Sandri: tre morti di calcio, tre morti per questo calcio che ha reagito con manifesta ipocrisia ed esasperante lentezza alla violenza incancrenita da anni di lassismo, ignavia, demagogia. Prendete il fair-play, ad esempio.

 

Ieri sera, a Livorno, Balleri e Iaquinta hanno litigato durante il terzo tempo, il bianconero è stato addirittura ammonito, stabilendo un primato non invidiabile: il primo giocatore che riesce nell'impresa di beccare un cartellino giallo durante la stretta di mano post partita. Subito alcuni telecommentatori, fra i quali anche ex giocatori, hanno osservato: "Visto? Avevamo ragione noi. Il fair play non serve, è tutta una finta mediatica".

 

Capita l'antifona? Anzichè insistere, anzichè mettere all'indice i tesserati che non rispettano le regole e si accapigliano quando dovrebbero semplicemente rispettarsi, gli stessi vengono giustificati. E' la spia di un calcio che non vuole guarire mai dai suoi mali, che in passato ha giustificato ogni tipo di sopraffazione e di razzismo, di intolleranza e di inciviltà e che piange lacrime di coccodrillo quando si compiono tragedie come quelle di Licursi, Raciti, Sandri. Sarebbe ingiusto affermare che, un anno dopo, nulla è stato fatto. Ma la strada è ancora molto lunga: per arrivare sino in fondo servono coraggio e determinazione. Non reperibili al calciomercato.

di Xavier Jacobelli

  • 28/01/2008 14:39

    Egregio direttore Consenta di poter esprimere piu di un commento sul suo forum In modo da poter svolgere almeno un minimo di contradditorio nel dibattito Senza eccedere portare il limite ad di 3/4 inserzioni al giorno Mi scusi e grazie iIl bene o il male la storia ci insegna (vedi Caino e abele) che tutti potremmo essere rispettosi verso chi ci sta di fronte ma purtroppo( fortunatamente una minoranza) è spinta alla violenza nello sport come nella vita e nella Politica. Un male che non si potrà mai debellare ma almeno dovremmo tutti insieme condannare isolare e mai dimenticare
  • 28/01/2008 15:30

    direttore...come si fa a cambiare il mondo del calcio? Se gli stadi sono delle arene da corrida, se gli stuart pagati per guardare gli spalti...si godono la partita, se le tv e i commentatori aizzano il tifo contro gli arbitri?se i calciatori si buttano per terra come delle femminucce...come questoschifo di mondo può cambiare?
  • 28/01/2008 16:54

    Egregio Direttore, concordo con quanto ha scritto; secondo me, è malata l'Italia in tutti i suoi campi; la Casta continua a litigare ora per le prossime poltrone al Parlamento, la mia famiglia (sei persone) sopravvive con mille euro al mese (ma questo a qualcuno può anche non importare) e il mondo dello sport, specie il calcio non veicola valori sani, quindi di che meravigliarsi? Grazie per l'attenzione che mi ha dedicato.
  • 29/01/2008 11:21

    Basterebbe smettere di guardarlo e di parlarne, tutti, anche solo per un anno.
  • 29/01/2008 11:57

    basta smetterne di parlarne come se fosse importante. anche adesso, anche qui. parlate di cose più sane e più meritevoli. anche di sport seppur non lo trovi giusto. se i giornalisti cominciassero a parlare di cricket o di baseball evitando il calcio, nel giro di due anni questo sarebbe ridimensionato a quello che è: un gioco e un circo, con una ventina di pagliacci in braghini che corrono...
  • 29/01/2008 18:05

    Vorrei mi spiegasse come fa a includere Sandri fra i "morti di calcio". Spero abbia ben presente che Sandri è stato ucciso da un poliziotto che si trovava dall'altra parte dell'autostrada e non sapeva nel modo più assoluto perchè fosse iniziata la lite, peraltro gia conclusa senza problemi al momento dell'ingiustificatissimo sparo. Se i ragazzi fossero venuti a lite per motivi di donne o, che so,di una precedenza, includerebbe la morte del povero Sandri fra le " morti di sesso " o fra le vittime della strada?
  • 29/01/2008 20:01

    Direttore, non crede che si parli troppo di calcio? secondo Lei abbiamo bisogno di questi programmi durante tutta la settimana? Abbiamo bisogno di ex calciatori, giornalisti che fanno i commenti urlando e tifando per la propria squadra ? Ricordo da ragazzino che sentivo il calcio alla radiolina finita la partita, qualche sfottò e basta. Ora troppa gente mangia con il calcio.
  • 29/01/2008 23:51

    Caro direttore, secon do lei gli arbitri che: danno 20 punizioni contro una squadra a meta campo- danno 6 punizioni all'altra squadra al limite dell'area. fermano il gioco ad una squadra quando l'altra sta per subire una azione pericolosa. Ammoniscono per intimidire e espellono per falli veniali. danno buono il calcio d'angolo battuto da quegli "sortivi" della lupa con l'ausilio di un raccattapalle all'uopo istruito. E potrei continuare, la stampoa se porta in risalto questo marcio/arbitrale fomenta l'odio? Continuate a segnalare il marcio anche quando è a favore di "grandi" (tutte passate per la B) Juve e Milan. E poi la Roma................
  • 30/01/2008 01:50

    Cominciate anche voi giornalisti ad abbassare i toni, disertate quelle specie di trasmissioni televisive dove compaiono persone come Corno e Crudeli che non fanno altro che urlare e sbraitare quasi volessero scannarsi, quell'altra bolgia che si chiama il processo di Biscardi alla quale anche lei direttore a partecipato e dove si vedono pure noti uomini politici, giornalisti e anche presidenti di società calcistiche. Anche lì urla invettive e insulti. Questo secondo lei direttore non è incitamento alla violenza?------------------------------------ Caro Lettore, ho lasciato il processo di Biscardi due anni fa, continuo a partecipare ad altre trasmissioni sul calcio convinto che per farsi ascoltare non sia necessraio alzare la voce. E che il telespettatore possegga un formidabile strumento di giudizio: il telecomando.
  • 30/01/2008 07:04

    lo sport era una cosa bellissima dove eri orgogliosa se i tuoi figli volevono praticare ora io dopo l esperienza che ho avuto non sarei troppo contenta anno rovinato tutto l italia intera mi vergogno di essere italiana quello che conta e il denaro non esistono piu valori tutti son pronti a fregarti e se fai carriera con rinuncie sacrifici e tanta ma tanta fatica diventi il bersaglio l invidia e cattiveria e una brutta cosa e ne ho esperienza con mio figlio l an distrutto in questo mondo non ce posto per le persone oneste e sincere perche chi a potere ti distruggelo sport deve essere vita non morte se vogliamo salvare lo sport via tutto il marciume che gira attorno ai nostri ragazzi per interesse sono disposti a tutto anche a venderti
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