Como, 29 gennaio 2008 - Non solo perdono ma anche giustizia. A chiederlo è Carlo Castagna che nella strage di Erba ha perso la moglie Paola Galli, la figlia Raffaella e il nipotino Joussef di 2 anni. Fuori dall'aula del tribunale di Como dove stamane è iniziato il processo che vede imputati Olindo Romano e Rosa Bazzi per quadruplice omicidio, Carlo Castagna ha chiesto giustizia. "Il perdono cristiano sono riuscito a trovarlo perchè si alimenta cristianamente, ma io mi alimento anche di giustizia".
Dai giudici chiamati a decidere, Castagna si attende una condanna per chi gli ha sterminato la famiglia. "Sono i miei cari che chiedono giustizia - conclude - e mi danno la forza per andare avanti". Castagna è poi rientrato in aula dove da più di un'ora si attende la decisione dei giudici sulla richiesta di nullità delle confessioni dei coniugi Romano. Confessioni datate 10 gennaio 2007 e poi ritrattate nell'udienza preliminare davanti al gup Vittorio Anghileri.
I DIFENSORI: LA CONFESSIONE VA ANNULLATA
Luisa Bordeaux e Fabio Schembri, difensori di Angela Rosa Bazzi e Olindo Romano, nel processo a loro carico per la strage di Erba iniziato oggi, hanno sollevato di fronte alla Corte d'Assise alcune eccezioni preliminari tra le quali il riconoscimento della nullità dell'interrogatorio del 10 gennaio 2007, durante il quale i Romano furono difesi da un unico avvocato.
Secondo il Pm Massimo Astori non c'è alcuna incompatibilità perché nessuno dei due coniugi accusava l'altro. I difensori hanno anche chiesto la nullità del decreto di differimento dei colloqui tra i due imputati e il loro difensore oltre alla richiesta di inserire nel fascicolo gli elettroferogrammi dell'analisi del Ris perché atto irripetibile.
La Corte è in questo momento in camera di consiglio per decidere sulle eccezioni preliminari.
SOTTO I FLASH
Dieci minuti sotto i flash dei fotografi: testa abbassata per Rosa Bazzi e sguardo fisso nel vuoto per Olindo Romano. I giudici del Tribunale di Como hanno autorizzato i fotografi ad entrare in aula per pochi minuti e a fotografare i coniugi Romano accusati della strage e di Erba rinchiusi in una delle due celle di un'aula al piano terreno.
Intorno alla cella si è creta una vera e propria ressa con decine di fotografi pronti a scattare un'immagine dietro le sbarre dei coniugi che continuano ininterrottamente a stringersi la mano.
MANO NELLA MANO
Angela Rosa Bazzi e Olindo Romano, i due imputati per la strage di Erba, sono entrati verso le 9.30 nell'aula del Tribunale di Como dove è in corso la prima udienza del processo a loro carico.
I coniugi sono stati condotti nella stessa gabbia all'interno dell'aula, mentre Azouz Marzouk, padre e marito di due delle vittime, detenuto per altre vicende, è stato fatto sedere nella parte centrale dell'aula a fianco del proprio legale Roberto Tropenscovino, nonostante sia agli arresti con l'accusa di spaccio di droga.
STESSA GABBIA PER ROSA E OLINDO
Rosa e Olindo si tengono per mano all'interno della gabbia e si guardano con atteggiamento protettivo. All'inizio dell'udienza è avvenuto il giuramento di due giudici popolari aggiunti in sostituzione di altrettanti mancanti. Successivamente il presidente della Corte d'assise, Alessandro Bianchi, si è ritirato per decidere sull'autorizzazione alle riprese televisive dopo aver sentito il parere delle parti.
IL SALUTO DI CASTAGNA E MARZOUK
Si sono stretti la mano, ma non hanno potuto scambiarsi neppure una parola Carlo Castagna e Azuoz Marzouk entrambi presenti nell'aula dl Tribunale di Como dove si sta celebrando il processo di Erba. Una strage in cui Carlo Castagna ha perso la moglie, la figlia Raffaella sposata con Azouz e il nipotino di due anni. Una stretta di mano a cui non è seguita, però, nessuna parola.
Maglione bianco e jeans chiari Azouz si è seduto in quarta fila vicino al suo avvocato, a quattro posti di distanza c'è il suocero, vicino ai due figli Giuseppe e Pietro.
LE TELECAMERE POTRANNO ENTRARE?
Mentre i giudici sono in camera di consiglio per decidere se consentire alle telecamere di riprendere il processo di Erba, iniziato oggi nel Tribunale di Como, i coniugi Romano accusati del quadruplice omicidio continuano a tenersi per mano. Insieme, in una delle due celle dell'aula, parlano fra loro e Rosa sfiora spesso i capelli del marito Olindo. Per l'uomo qualche chilo in meno, dopo più di un anno di carcere e quello stesso giubbino verde inquadrato e fotografato più volte prima dell'arresto.
Maglione marrone, sopra una camicia blu scorso, e un paio di jeans Olindo è seduto vicino alla moglie: maglietta bianca e jeans. I due sembrano non curarsi dei 60 spettatori che stamane sono riusciti a "conquistare" un tagliando per entrare in aula. Nelle prime file, al quarto banco, Azouz Marzouk e la famiglia Castagna, che nella strage di Erba hanno perso tre delle 4 vittime, rivolgono loro lo sguardo.
L'ARRIVO DEGLI IMPUTATI
Poco prima delle 9 del mattino, a sorpresa, sono arrivati in tribunale anche Rosa Bazzi e Olindo Romano, i due imputati per la strage di Erba il cui processo si apre oggi. Gli imputati sono arrivati a bordo dello stesso cellulare della polizia penitenziaria.
Qualche minuto più prima sono arrivati anche i membri della famiglia Castagna, parenti delle vittime. Carlo Castagna, accompagnato dai figli Pietro e Giuseppe, ha confermato che la famiglia si costituirà parte civile. "Era doverosa" ha detto Pietro. L'unica dichiarazione di Carlo è stata "Chiedo giustizia".
LA CODA
Un centinaio di persone dalle 7 di questa mattina sta presidiando l'ingresso del Tribunale di Como dove alle 9 inizierà in Corte di Assise la prima udienza del processo per la strage di Erba. Schierati come un plotone telecamere, fotografi e giornalisti, come pure decine di studenti delle vicine scuole che, in attesa di iniziare le lezioni si sono unite alla folla che attende di poter ritirare i biglietti che consentiranno di accedere all'aula delle udienze: 60 in tutto.
''Sono qui per assistere alla causa - ha detto uno dei presenti -. Voglio vedere una condanna esemplare''. La prima udienza del processo per la strage di Erba e' stata anche l'occasione per una manifestazione dei genitori separati, che hanno esposto alcuni cartelli.
L'occasione è stata propizia anche per l'Associazione genitori separati per fare un piccolo presidio con cartelli di sensibilizzazione che sono però stati fatti togliere.
L'ARRIVO DI AZOUZ
Sono le 8.10 quando la camionetta della polizia penitenziaria proveniente dal carcere di Vigevano, arriva sul retro del tribunale di Como dove stamane inizia il processo di Erba, dove morirono quattro persone. A bordo della camionetta c'è Azouz Marzouk, il tunisino che l'11 dicembre 2006 ha perso la moglie Raffaella Castagna, il figlio Jousef di due anni.
Azouz si e' costituito parte civile ed è testimone dell'accusa: non potra' assistere a tutte le fasi del processo ma solo a quelle preliminari e alle udienze dopo la sua audizione.
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