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AL LICEO SABIN

Ragazzine in delirio per Raoul Bova

Tappa bolognese del tour promozionale per il film "Scusa ma ti chiamo amore". Raoul Bova, Michela Quattrociocche, i protagonisti della storia, e Federico Moccia, regista e autore del best sellers omonimo edito da Rizzoli e da cui e' stato tratto il film,  si sono presentati agli studenti del liceo per parlare della pellicola e rispondere alle loro domande

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Raoul Bova al Sabin Bologna, 29 gennaio 2008 - Ragazzine in delirio, flash delle macchinette digitali e cellulare trasformati in telecamere improvvisate hanno dato il benvenuto questa mattina al cast del film "Scusa ma ti chiamo amore" che, per la tappa bolognese del tour promozionale, ha scelto di incontrare i ragazzi del liceo Sabin. Raoul Bova, Michela Quattrociocche, i protagonisti della storia, e Federico Moccia, regista e autore del best sellers omonimo edito da Rizzoli e da cui e' stato tratto il film, hanno si sono presentati agli studenti del liceo per parlare della pellicola e rispondere alle loro domande.

 

Poco dopo le 10 di questa mattina, quattro macchine della "Medusa", casa produttrice del film, sono entrate nel cortile del Sabin, dove gia' da tempo gli studenti si aggiravano curiosi: chi si affacciava alla finestra, chi usciva dalla palestra, chi invece era gia' in pole position in aula magna macchina fotografica digitale alla mano, per immortalare i propri beniamini.
Quando gli attori sono scesi dalle auto, tanti ragazzi assistevano alla scena affacciati alle finestre che danno sul cortile dell'istituto: qualcuno si sbracciava, qualcuno li chiamava per nome. Il privilegio di poter parlare con loro e' stato concesso solo a poche classi. Erano comunque circa 300 gli studenti stipati in Aula Magna che hanno partecipato all'incontro con il cast del film; gli altri, loro malgrado, sono dovuti rimanere in aula a fare lezione.

 

Davanti a giornalisti, fotografi e telecamere, sotto lo sguardo vigile dei bodyguard, Moccia, ha presentato il cast e introdotto il dibattito. La scelta di organizzare gli incontri promozionali del film nelle scuole non e' casuale: e' proprio "a scuola che il film vuole arrivare", spiega Bova, che aggiunge: "Questo film e' film e' per voi, ma anche per i piu' grandi".  Il legame tra "Scusa ma ti chiamo amore" e la scuola c'e' e attraversa anche le vite degli attori oltre che le storie dei personaggi che interpretano. "Ho saputo di essere stata scelta per il cast del film dopo sette provini e mi e' stato comunicato proprio a scuola, l'anno scorso, dopo aver fatto la seconda prova dell'esame di maturita', inglese, perche' facevo il linguistico", dice Quattrociocche. Moccia, che ha scommesso su un cast giovane, partecipando anche alle selezioni, crede infatti che "una diciassettenne abbia tante sfumature, non si puo' parlare delle diciassettenni di oggi come se fossero le ragazzine di una volta, sono donne a tutti gli effetti, piu' mature; con un'Italia che e' in ginocchio, sono tante le ragazze che devono tornare a casa per cucinare o fare i lavori, perche' i genitori devono tutti e due lavorare e non ci sono".

 

Cuore del dibattito, l'amore tra due persone di generazioni diverse, che nei giorni prima dell'uscita del film nelle sale, campione di incassi nel primo weekend di proiezioni con oltre quattro milioni e mezzo di euro di incasso, in quasi 500 sale, aveva destato anche diverse polemiche. La storia infatti racconta dell'amore di Niki (Michela Quattrociocche) all'ultimo anno di scuola, in vista della maturita', e Alex (Raoul Bova) un "ragazzo" di quasi 37 anni, lasciato da poco e senza un vero perche' dalla sua fidanzata storica. "Se due persone di amano anche se ci sono vent'anni di differenza per me non c'e' problema", dice Quattrociocche, e Bova aggiunge: "E' piu' difficile dirlo per me, vista la mia posizione, non saprei ma non bisogna mai generalizzare nelle situazioni; devo capire prima chi ho di fronte, capire la persona non chiederle l'eta'; al cuor non si comanda, bisogna lasciarsi trasportare un po'".










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