Roma, 30 gennaio 2008 - Dai vescovi agli imprenditori, cresce il partito di chi si mostra preoccupato della possibilità di andare al voto con questa legge elettorale. Vediamo
LA CEI: FIDUCIA IN NAPOLITANO
Al Consiglio permanente dei vescovi italiani "non si è parlato della crisi di governo" perchè "la Chiesa non deve e non intende coinvolgersi in questioni politiche". Tuttavia "lanciamo un messaggio a tutti i cittadini di aver fiducia nel presidente della Repubblica che ama il Paese e ha una capacità di giudizio all'interno delle possibilità che gli vengono offerte da tutti".
Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, nella conferenza stampa che si svolge a conclusione del Consiglio permanente della Cei. "Non voglio sostituirmi al capo di Stato - ha spiegato Betori - auspico che prevalga il bene comune anche se non tutto ciò che è auspicabile è anche possibile".
Betori ha anche lanciato un appello "a tutti i politici di tutti gli schieramenti affinché il bene comune prevalga sugli interessi di parte".
IMPRESE: OBBLIGATO CAMBIARE LA LEGGE"
Le associazioni d'impresa ritengono che "una riforma della legge elettorale sia un passaggio obbligato nell'interesse del paese e nell'interesse di chi sarà chiamato a governarlo". Con altrettanta chiarezza sono convinte che "la necessità di scrivere poche regole del gioco non può essere un pretesto per perdere tempo, per allungare le liturgie della crisi o per riaprire un confronto in cui ogni giorno si ricominci da capo".
È quanto affermano le associazioni di impresa Casartigiani, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Cna e Lega delle Cooperative esprimendo "forte preoccupazione per il quadro economico internazionale in netto peggioramento".
"Con gli attuali prezzi di gas e petrolio e con un euro drammaticamente sopravvalutato rispetto al dollaro, l'Italia rischia un 2008 vicino alla crescita zero", osservano, sottolineando come "gli sforzi delle imprese, che continuano a diversificare i mercati, a innovare prodotti e processi, vengono minacciati anche dai danni all'immagine internazionale del Paese".
In questa situazione, proseguono, "la richiesta di andare subito al voto è legittima e comprensibile. E certamente nella situazione in cui ci troviamo è giusto dare la parola ai cittadini". Le associazioni d'impresa ritengono però che "con l'attuale legge elettorale, senza preferenze e con liste preconfezionate, la scelta degli eletti sarebbe tutta nelle mani delle segreterie dei partiti. E anche grazie agli attuali regolamenti parlamentari, si riprodurrebbero alleanze pronte a frantumarsi il giorno dopo per gli interessi egoistici di tanti micropartiti dotati di poco consenso ma di grandi e inaccettabili poteri di veto.
SANGALLI: TROVARE LA QUADRA SU LEGGE ELETTORALE
Per una "governabilita' reale, pensiamo che la riforma della legge elettorale sia importante e che il confronto debba arrivare a compimento". Lo ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, incontrando il segretario del Pd Walter Veltroni.
Per Sangalli "da una buona legge elettorale puo' davvero venire un contributo importante alla costruzione di una nuova politica" e "trovare la quadra, per quanto difficile, e' oggi assolutamente necessario per il Paese".
Se poi "e' giusto e necessario rispettare identita' e culture politiche differenziate", contemporaneamente "occorre ridurre la frammentazione dei partiti e favorire la costruzione di coalizioni politiche programmaticamente coerenti". Per i commercianti serve al Paese "una compiuta democrazia dell'alternanza, che segni il passaggio dal bipolarismo muscolare, perche' fragile al bipolarismo mite, perche' forte".
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