ROMA, 30 gennaio 2008 - Immediate, com'era prevedibile, le reazioni politiche alla decisione del Capo dello Stato di incaricare Franco Marini per un governo di scopo per la legge elettorale. Vediamo
CALDEROLI: GIOCHI DI PRESTIGIO
''Credo proprio che il gioco di prestigio sia quello di fare un governo che indice e fissa il referendum elettorale...'', sbotta il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. "Mi stavo chiedendo il motivo di tanta testardaggine - ha detto Calderoli all'Ansa - perche' se anche Marini trova una maggioranza la trova risicatissima e quindi nascerebbe un governo che non riesce a governare. Proprio il contrario di quello che gli italiani chiedono''.
''Ma il gioco di prestigio - sostiene Calderoli - è che un governo cosi' indice e fissa il referendum, guadagna un anno consentendo di far dimenticare quel che ha fatto Prodi e soprattutto fa venir fuori una legge elettorale ritagliata su misura per il Pd che vuol correre da solo''.
FRANCESCHINI:OK A INCARICO, RIFORMA PRIMA DEL VOTO
E' giusta la scelta del capo dello Stato di affidare un incarico a Franco Marini per verificare la possibilità di una riforma elettorale, perché andare a votare con le norme attuali servirebbe solo a riprodurre la situazione di instabilità attuale. Lo dice il vice-segretario del Pd Dario Franceschini, commentando la notizia dell'incarico al presidente del Senato.
"In modo ineccepibile - dice Franceschini - il presidente della Repubblica ha detto quello che pensano tutti gli italiani, di destra e di sinistra: bisogna cambiare le regole in modo che chiunque vincerà le prossime elezioni sia poi in grado di governare". Per Franceschini, se si votasse con la legge attuale "le cose continuerebbero nello stesso modo".
VELTRONI: SIAMO DISPONIBILI
''Siamo disponibili a un governo che fissi la data delle elezioni con riforme o referendum, poi salari e sostegno alla produttivita''', aggiunge il leader del Pd Walter Veltroni rivolgendosi all'assemblea dei deputati del Pd, riunita mentre il Capo dello Stato stava per incontrare il presidente del Senato Franco Marini.
''Ci sono margini? - si sarebbe chiesto Veltroni - Cuor di leone pochi, spero in persone responsabili...''.
Il Pd deve «riconoscenza al governo Prodi. Dobbiamo rivendicare tutti i meriti del governo, tra risanamento e riformismo sociale». Dunque, il lavoro svolto dal governo in questo anno e mezzo deve essere considerato come «il nostro punto di forza». È quanto avrebbe detto il segretario del Pd, Walter Veltroni, parlando ai deputati del Pd riuniti alla Camera, pochi minuti prima che il Capo dello Stato conferisse l'incarico esplorativo a Franco Marini.
«Al governo - avrebbe aggiunto Veltroni - ha fatto male la voglia di visibilità di chi, ogni giorno, ha tenuto a distinguersi».
BONANNI: MARINI UOMO DEL DIALOGO
"È un politico di grandi capacità oltre che un profondo conoscitore della realtà sociale ed economica del nostro paese.Marini è un uomo del dialogo, per definizione. Crediamo che sia la persona più adatta per una pausa, che fa bene a loro e al paese, in modo da svelenire il clima, riscrivere le regole elettorali e consentire la ridefinizione già in atto nel quadro politico", dichiara Raffaele Bonanni, leader della Cisl.
"E' insomma l'uomo giusto che serve in questa fase delicata per occuparsi delle cose essenziali che il paese che si aspetta, a partire dal tema dei salari e delle pensioni troppo basse. Come sindacato abbiamo molti problemi aperti e urgenti da risolvere. E devono essere le forze politiche a mettersi al servizio dei cittadini e non il contrario», aggiunge sottolineando come Marini sia la seconda carica istituzionale e «questo fatto è già una garanzia importante".
GIORDANO: E' QUELLO CHE VOLEVAMO
"Il mandato conferito a Marini e' esattamente quello che noi abbiamo prospettato e voluto e cioe' che in tempi rapidi si arrivi a riformare la legge elettorale in modo condiviso, e secondo noi sulla base della bozza Bianco".
Cosi' il segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano commenta il conferimento dell'incarico per la formazione di un governo istituzionale a Franco Marini.
"La personalita' indicata- spiega Giordano- e' totalmente in sintonia con questa necessita'. Spero solo che l'esito dell'incarico arrivi rapidamente in porto".
CESA: MARINI E' UN CARO AMICO
"L'incontro con Berlusconi è andato bene". Ad assicurarlo è stato il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa a termine dell'incontro tra Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini. Come commenta il mandato conferito dal Quirinale al presidente del Senato Franco Marini per fare la legge elettorale? Chiedono i cronisti. "Marini è un caro amico -replica Cesa- comunque aspettiamo che ci dica qualcosa. Dovrà sentirci e avere degli incontri".
DINI: NON CREDO CE LA FARA'
Il leader dei Liberaldemocratici Lamberto Dini fa i suoi auguri al presidente del Senato Franco Marini per l'incarico ricevuto dal capo dello Stato, ma allo stesso tempo non sembra convinto che riuscirà nell'obiettivo di trovare una maggioranza che sostenga un governo per la riforma della legge elettorale.
"Apprezzo il senso di responsabilità del presidente Marini - dice ai giornalisti - che ha accettato questa esplorazione per vedere se si può trovare un accordo su un preciso progetto di legge elettorale. Gli faccio molti auguri, ma credo che questo non sarà possibile". "Ma bene ha fatto Napolitano - aggiunge Dini - a ricercare questa soluzione".
RUSSO SPENA: SCELTA GIUSTA
"La scelta del presidente Napolitano di affidare a Franco Marini un incarico per la riforma elettorale ci sembra giusta, sia sul piano politico che sul piano istituzionale". Lo dichiara, in una nota, il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena, che conclude: "Ci auguriamo che Marini riesca a formare un governo di scopo per la modifica della legge elettorale sulla bozza Bianco entro giugno".
CASINI: MARGINI STRETTI
''E' un nostro dovere sentire cosa ci dira' il presidente incaricato Franco Marini - dice da parte sua il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini - ma gli spazi restano molto stretti''. ''Era prevedibile che Napolitano avrebbe dato questo mandato a Marini ed era altrettanto prevedibile - conclude Casini - che questo mandato fosse legato alla riforma elettorale. Tutto cio' non mi ha sconvolto''.
BERLUSCONI: NOI DICIAMO NO
"A Marini diremo che non siamo d'accordo sul fatto che c'e' bisogno di cambiare la legge elettorale o di perdere tempo con un nuovo governo che avrebbe una maggioranza al Senato con uno o due senatori". Lo dice il Presidente di Fio Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti a Montecitorio.
"Quando in una democrazia cade un governo - continua l'ex premier - si ritorna agli elettori». Silvio Berlusconi è categorico nel chiedere le elezioni. «Mi meraviglierei - osserva il leader azzurro - se cominciassero delle trattative ad personam nei confronti di singoli senatori, con offerte più o meno aperte di ministeri o presidenze di commissioni».
Berlusconi, quindi, chiede che ci sia «qualcosa di aperto, solare e democratico» nei prossimi giorni perchè «sarebbe assurdo andare a caccia di due o tre senatori».
FINI: "MARINI RIMETTERA' IL MANDATO"
''Le motivazioni addotte dal presidente Napolitano per affidare l'incarico al presidente Marini sono comprensibili, perche' sciogliere le Camere e' sempre un fatto traumatico. E' largamente prevedibile che Marini verifichera' l'insussistenza di qualsiasi possibilita' di varare una legge elettorale largamente condivisa. Rimettera' il mandato e calera' il sipario''. Lo dice il leader di An Gianfranco Fini lasciando Parigi e commentando la decisione del Quirinale di affidare a Franco Marini un incarico esplorativo per risolvere la crisi.
''Questo e' l'ultimo atto '', aggiunge Fini escludendo la possibilita' di un eventuale ulteriore mandato, per esempio a Giuliano Amato.
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