Istanbul, 31 gennaio 2008 - È di almeno diciassette morti e oltre quaranta feriti il bilancio ancora provvisorio di una violenta esplosione avvenuta in mattinata a Istanbul, in uno stabilimento tessile nel quartiere industriale di Davutpasa, sulla sponda europea del Bosforo: lo ha reso noto il governatore della città, Muammer Guler. Sotto alle macerie dell'edificio, alto cinque piani, vi sarebero inoltre una decina di dispersi.
L'esplosione è stata causata dalla deflagrazione di un deposito illegale di fuochi artificiali che era ospitato nell'edificio parzialmente crollato. L'ha affermato il governatore della città sul Bosforo, Muammer Guler.
Guler ha escluso un eventuale collegamento della deflagrazione con attività terroristiche. "Al momento, nulla lega la vicenda al terrorismo", ha sostenuto il governatore.
Dei 40 feriti, almeno tre sarebbero in condizioni gravi. Oltre al crollo parziale dell'edificio, che oltre al deposito di fuochi artificiali ospitava diversi laboratori tessili, anche altri palazzi vicini sono rimasti danneggiati.
Le immagini televisive trasmesse dal luogo, hanno mostrato due persone a terra nella strada, un altro uomo col volto insanguinato che camminava vicino al palazzo.
Un testimone ha dichiarato alla CNN-Turk d'aver udito due esplosioni, una a cinque minuti dall'altra. "Fumo bianco - ha detto - è salito verso il cielo dall'edificio, mentre noi ci avvicinavamo. La gente correva, ho aiutato a portar via sei feriti".
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