Italia News
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

IL DOCUMENTO DEI GINECOLOGI

"Rianimare il feto se è ancora vivo"
E il Papa: "La vita va difesa sempre"

I medici si impegnano a rianimare i prematuri anche nel caso la madre sia contraria. Commenta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

aborto, foto simbolo Roma, 3 febbraio 2008 - Nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il medico neonatologo deve intervenire per rianimarlo, ''anche se la madre e' contraria, perche' prevale l'interesse del neonato''. A sostenerlo e' Domenico Arduini, direttore della clinica di ostetricia e ginecologia dell'universita' di Tor Vergata, e uno dei firmatari del documento condiviso  dalle universita' romane di medicina secondo cui va rianimato qualsiasi prematuro che mostri segni di vitalita'.

 

''Il documento che abbiamo firmato  - ha spiegato Arduini nel corso di un convegno al Fatebenefratelli di Roma - va oltre la carta di Firenze e il testo redatto dalla commissione del ministero della Salute. Abbiamo infatti voluto cancellare il numero delle settimane di gravidanza, e porre al centro il problema della vitalita' del neonato, in qualita' sia di ente giuridico che di paziente''.

 

In questo modo il neonatologo, decidendo di intervenire subito ''guadagna minuti preziosissimi - prosegue - perche' non ha piu' il dovere di discutere con i genitori prima di decidere, come accadeva prima''.
Il compito del neonatologo e' quindi piuttosto difficile ma non impossibile. ''Per capire - ha spiegato Claudio Fabris, presidente della societa' italiana di neonatologia - il medico deve basarsi sull'esperienza, l'osservazione della risposta agli stimoli, l'attivita' cardiaca e respiratoria. Quel che e' sicuro e' che sotto le 22 settimane e' praticamente impossibile la sopravvivenza del neonato, a parte casi eccezionali, e quindi in tale situazione vanno date le cosiddette cure compassionevoli. L'importante e' comunque parlare e accogliere i genitori fin dal primo momento. In questo modo si evitano contrasti decisionali''.

  • 03/02/2008 14:08

    un neonato ha già sulle spalle circa 30.000 euro di "debito pubblico" da pagare alle amorevoli banche,auguro ai ginecologi di riuscire a salvarli tutti,però potrebbero contribuire a salvarli anche economicamente devolvendo un poco del loro stipendio ad alleggerire il cordone ombelicale del "debito pubblico" dei neonati. per la serie: visto che siamo in campagna elettorale....raccontiamola tutta.
  • 03/02/2008 14:11

    da fidanzato e anche da sposato ho sempre sostenuto il diritto all'aborto, e anche quando mia moglie rimase incinta le chiesi di abortire, lei fortunatamente mi mando a quel paese e di questo le sono ora grato. ho una figlia bellissima e solo quando sei in sala parto e la senti piangere la prima volta puoi capire che cos'è una nuova vita. ora mi disprezzo per tutte le volte che ho detto che l'aborto è un diritto, no! la vita è un diritto, non l'aborto. ora il solo pensiero che in un attimo avrei senza nessuno scrupolo spento quegli occhi, quel sorriso di bambino di quel angiletto che ogni giorno quando torno dal lavoro mi corre incontro e mi abbraccia come solo un bimbo sa fare, mi sento un verme.
  • 03/02/2008 18:10

    Questo entrare a gamba tesa nella politica italiana non è degna di chi fà pressioni ne di chi le riceve. Lo stato italiano ha delle leggi,l'aborto ha avuto un referendum.Mi ricordo quando le femministe dicevano: se i cardinali partorissero l'aborto sarebbe un sacramento. Bravi i ginecologi obiettori in pubblico e poi fanno aborti a chi ha soldi.
  • 03/02/2008 18:38

    PROPONGO QUESTO: COLORO CHE TRA I GINECOLOGI FIRMATARI DOVESSERO RIUSCIRE(DUBITO VISTA LA PROFESSIONALITA' DELLA MAGGIOR PARTE) A RIANIMARE UNO DEI FETI ABORTITI,ABBIANO L'OBBLIGO DI ADOTTOARE IL FUTURO BAMBINO,DI MANTENERLO,EDUCARLO E DI INSERIRLO COME MEMBRO DELLA LORO FAMIGLIA CON TANTO DI COGNOME. VI GARANTISCO CHE I GINECOLOGI FIRMATARI REVOCHERANNO IMMEDIATAMENTE IL DOCUMENTO FIRMATO RINUNCIANDO ANCHE A METTERSI IN VISTA DI FRONTE AL PONTEFICE INGERENTE. P.S. IN CHE MANI SONO SIA LE ANIME CHE I CORPI...... WWW.SALVATAGGIOPIANETA.WEEBLY.COM
  • 04/02/2008 10:42

    Quanta ipocrisia sento sul bisogno di tutelare la vita umana. Si pontifica su come salvaguardare il feto fregandosene poi su quale sara' la vita che lo attendera'. Certo per i credenti sara' un motivo per avere aperte le porte del Paradiso , ma per chi piu' realisticamente si attende una vita normale non credo sia la massima aspirazione. Cosa ne puo' sapere chi e' votato al celibato della fatica e della disperazione di un genitore che assiste impotente alla nascita e alla crescita di un figlio destinato ad una nonvita.A quante tragedie abbiamo assistito da parte di famiglie disperate che alla fine non ce l'hanno fatta piu'. E questo sempre in nome di quel principio che non lascia spazio ad una pieta' che poi definire cristiana sarebbe troppo!
  • 07/02/2008 15:44

    Rianimare un feto significa, per me, averlo abortito troppo tardi! Se discutendo la legge sull'aborto i contendenti avessero pensato meno alla chiesa ed alla sinistra, avrebbero potuto concentrarsi sulle cose vere. Cioè che, il diritto di una madre ad abortire, cessa quando per trascorsi termini si è entrati nel diritto di un neonato, ormai tale, a non essere ucciso.
  • Sono presenti 6 commenti
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Una ragazza al Motor Show

Nuovo romanticismo

La dichiarazione d’amore più bella? Tre donne su cinque non hanno dubbi: l’hanno ricevuta in macchina. Un'indagine rivela che l'automobile si piazza al primo posto dei momenti romantici, distanziati ristorante e panchina del parco

LEGGI LA NOTIZIA