Città del Vaticano, 3 febbraio 2008 - La vita va accolta dal suo inizio al suo naturale tramonto tanto più quando essa è fragile, e cioè prima della nascita e nella fase terminale. Sul tema della difesa della vita è tornato oggi il Pontefice in concomitanza con la celebrazione, da parte della Chiesa italiana, della Giornata per la vita.
«Saluto e ringrazio quanti sono convenuti qui, in Piazza San Pietro - ha affermato Ratzinger - per testimoniare il loro impegno a difesa e promozione della vita e per ribadire che 'la civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vità».
«Ognuno, secondo le proprie possibilità professionalità e competenze - ha aggiunto il Pontefice - si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. È infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale».
«Mi unisco ai Vescovi italiani - ha detto ancora il Papa - nell'incoraggiare quanti, con fatica ma con gioia, senza clamori e con grande dedizione, assistono familiari anziani o disabili, e a coloro che consacrano regolarmente parte del proprio tempo per aiutare quelle persone di ogni età la cui vita è provata da tante e diverse forme di povertà».
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