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IL COMMENTO

Aborto, lo zampino dei pasdaran della politica

 

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Giuseppe mascambruno C’È QUALCOSA che non torna (o forse torna moltissimo) in questo ritorno di fiamma del dibattito sull’aborto. Qualcosa che ha ben poco a che vedere con le parole del Papa che hanno il pregio, evidente a tutti, almeno della coerenza con l’Apostolato della Chiesa in materia di difesa della vita. Ma molto, moltissimo a che vedere con il già ardente clima politico da campagna elettorale. Il problema non ci sembra proprio il Papa, che dice quel che il Papa, qualsiasi Papa, da sempre, vuole e deve dire, ma i papisti di seconda mano che s’infilano nella mischia del confronto tra scienza, fede e diritti civili, con il palese e, in certi casi pure dichiarato, obiettivo di scompaginare il confronto politico in vista delle urne ormai alle porte.

 

Nell’interminabile stagione della politica brutalmente opportunista, l’ingenuità e il candore lealista dei grandi ideali non sono ammessi. E, dunque, è lecito chiedersi cosa abbia in mente chi tenta con tutte le sue forze di trascinare il Paese in uno scontro dai toni fondamentalisti proprio quando, sinistra e destra o, se preferite, centrosinistra e centrodestra, su un punto almeno sono d’accordo: l’esigenza forte di una pacificazione che consenta all’Italia di dotarsi di un nuovo, moderno e più efficiente impianto di democrazia istituzionale.

 

PUR SAPENDO di fare peccato fino in fondo, come si fa a non pensare male quando, per esempio, irrompono sulla scena scienziati di un’università, come La Sapienza di Roma, che il caso vuole sia stata al centro poche settimane fa del più grave incidente diplomatico tra Stato e Vaticano dal dopoguerra a oggi? Come si fa a non pensare male, ovvero di quanto strumentalizzato sia il delicato tema dell’aborto, quando soggetti ambiziosi di dominare e comunque condizionare da fuori la scena politica, invitano espressamente le anime cattoliche dei due schieramenti a rompere le righe delle attuali appartenenze? Chi fa questo, in questo momento, con il Paese piantato in ben altre emergenze, ha in mente l’alta e nobile battaglia antiabortista o, piuttosto, la bassa pratica del pasdaran che vuole sconvolgere un quadro già fin troppo frammentato e precario? Le domande, a scanso di equivoci, sono ovviamente retoriche.

di Giuseppe Mascambruno

  • 04/02/2008 11:42

    Diceva Andreotti che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca"
  • 04/02/2008 13:26

    credo sia tutto orchestrato dai servi dei partiti,sulla 194 ricordo le battaglie delle donne sia di destra o di sinistra.Rimango perplesso da chi ha tirato fuori il dibattito sull'aborto: Ferrara,Ruini, Bertone,ecc.. "uomini" sempre l'uomo vuole decidere sulla pelle della donna, pur sapendo che gli aborti sono diminuiti e sopratutto meno mortalità. Ai nostri superpolitici non interessa un tubo della donna, ma il voto, il potere, IL POTERE. valerio
  • 04/02/2008 13:48

    Come si fa a scrivere un articolo senza porsi davanti al problema! I neonatologi ci dicono che è possibile dare una vita dignitosa anche ad un neonato prematura, perfino di cinque mesi. Per questa ragione ritengono doveroso provvedere, come compito primario di ogni medico, alla salvaguardia della vita dell'essere umano. Il punto è questo. Cosa c'entra la campagna elettorale o la politica o il Papa? La questione è vita degna di essere rianimata o c'è vita di serie A e vita di serie B? Questo il problema che il commentatore evita di porsi.
  • 04/02/2008 15:35

    Gentile Giuseppe... ci ha preso a metà...la sua analisi risulta in poco approssimata... Chi urla al "crimine aborto" sta semplicemente dicendo: siamo in cerca del miglior offerente politico a cui dare i voti dei cattolici in cambio dell'ottenimento della revisione della 194. Chi urla non "vuole sconvogere" come dice Lei...vuole COINVOGERE... SVEGLIAAAAA!!!!
  • 04/02/2008 17:53

    certo preferirei che si parlasse della rinomata banca vaticana ior, della banca internazionale goldman sachs che in pratica ormai è il ministero del tesoro italiano (alla caccia di enel eni e finmeccanica) più che la banca d'italia...del debito pubblico che ogni neonato dovrà pagare alle banche...lei che ne dice sig. mascambruno?oppure di sostituire le tasse con la decima, anche questo è nei libri "sacri"?invece i costruttori di bombe atomiche e coloro che le benedicono hanno a cuore questo problema numero 194 !!!
  • 04/02/2008 19:03

    Caro dottor Mascambruno, perchè fare della dietrologia su tutto? A parte il Papa che ha parlato- giustamente come Lei ha ben scritto- nel giorno che da tanti anni è dedicato alla Vita, i ginecologi anche in Italia sanno che oggi i feti di 22-24 mesi, grazie ai progressi della medicina, si possono far vivere se abortiti terapeuticamente o no. Da circa un mese si sa che in Inghilterra si sta retrocedento appunto ai 22 o 23 mesi la data in cui si può tentare con successo il 'salvataggio' del prematuro. Ed i medici hanno l'obbligo morale, dovuto al loro giuramento di Ippocrate, di tentare di salvare tutti coloro che sono affidati alle loro cure, NON di ucciderli.
  • 04/02/2008 23:01

    Carissimo Mascambruno, forse, più che chiedersi chi vuole speculare sul tema dell'aborto, "invitando le anime cattoliche dei due schieramenti a rompere le righe dei due schieramenti", occorre chiedersi se 130mila aborti l'anno a 30 anni dell'approvazione della legge 194 sono ancora pochi, a fronte di appena 550mila nascite, oppure se è necessario cambiare qualcosa per fermare questo massacro legalizzato. E ogni riflessione, anche semplicemente sulla vitalità dei concepiti di 23 settimane, aiuta a capire che non di "ammassi di cellule" si tratta ma di persone vere e proprie. La differenza c'è. Si tratta solo, alla fine, di riuscire a non negare, per fini ideologici falsamente progressisti, un'evidenza così solare.
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