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SERIE A / IL CASO

Fuori in azzurro, in campo a Catania
I siciliani fanno ricorso per Materazzi

Gli etnei hanno presentato reclamo per la presenza del difensore nerazzurro: secondo una norma federale chi non risponde alla convocazione della Nazionale per infortunio è inibito a giocare la successiva gara ufficiale con il proprio club

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Marco Materazzi Roma, 12 febbraio 2008 - Il Catania ha presentato ricorso per la presenza in campo di Marco Materazzi nella partita di domenica scorso contro l'Inter, vinta 2-0 dai nerazzurri allo stadio 'Massimino'. Lo ha comunicato in una nota il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, che ha "preso atto che la Soc. Calcio Catania S.p.A. in persona dell'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, con fax ricevuto alle ore 20.26 dell'11 febbraio 2008, ha tempestivamente preannunciato la presentazione di un reclamo in merito alla posizione, asseritamene irregolare, del calciatore Marco Materazzi".

 

Il giudice si è riservato di decidere in attesa delle motivazioni. Si tratterebbe di un'interpretazione delle Norme organizzative interne della Federazione (Noif), secondo cui un giocatore che non risponde a una convocazione della Nazionale per infortunio è "inibito" a partecipare alla successiva gara ufficiale con il proprio club. Materazzi era stato chiamato dal ct Roberto Donadoni per l'amichevole contro il Portogallo ma, a causa del mal di schiena, era stato rimandato precauzionalmente a Milano prima della partenza per Zurigo.

 

L'ANALISI

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ci mettera' davvero poco per respingere il ricorso del Catania sulla posizione di Marco Materazzi e quindi sulla regolarita' della vittoria dell'Inter. Il comma 3 dell'articolo 76 delle norme organizzative interne della Figc, pero', fa riferimento a chi non ha "risposto alla convocazione": Materazzi aveva risposto e, il giorno prima della gara, martedi' 5, era stato rimandato a casa dopo essere stato visitato dai medici azzurri, risentendo ufficialmente di un mal di schiena dovuto alla gara con l'Empoli della domenica precedente.

 

Ci sono degli illustri precedenti, soprattutto ai tempi di Giovanni Trapattoni ct della Nazionale: in occasione di vari impegni, amichevoli e no, alcuni calciatori (tra i quali Alessandro Del Piero, Francesco Totti, Gianluigi Buffon e Christian Vieri) avevano piu' volte risposto alle convocazioni, per poi lasciare il ritiro per dei malanni riscontrati dai medici azzurri. In un'occasione, tuttavia, la questione aveva sollevato violente polemiche, quando Totti era stato sottoposto a una cosiddetta "visita fiscale" a ottobre 2002 prima della gara con la Serbia Montenegro: il capitano della Roma si era presentato a Coverciano solo per certificare il suo effettivo infortunio. In nessuno di questi casi erano stati invocati i sacri mostri delle norme della federazione, ne' si ha notizie di ricorsi: al massimo Trapattoni aveva dovuto negare che in Nazionale ci fossero dei "falsi malati", e in seguito, con Marcello Lippi ct, per le amichevoli le convocazioni erano state calibrate in modo diverso.

 

Il testo del comma 3 del resto non sembra lasciare speranze al Catania: "I calciatori che, denunciando un impedimento per infortunio, o comunque, per una infermita' non rispondono alla convocazione per l'attivita' di una squadra nazionale, di una rappresentativa di Lega e di rappresentative dei comitati in occasione di manifestazioni ufficiali, sono automaticamente inibiti a prendere parte, con la squadra della societa' di appartenenza, alla gara ufficiale immediatamente successiva alla data della convocazione alla quale non hanno risposto".










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