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LA LETTERA

Valentino Rossi e l'Agenzia delle Entrate

 

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Valentino Rossi e il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate Massimo Romano Cara Agenzia delle Entrate, grazie per averci ricordato che questo è il Paese di una mano lava l’altra, a pagare e a morire c’è sempre tempo e per i bischeri non c’è Paradiso. Valentino ha tutta la nostra simpatia, convinti che una faccia in quel modo non può nascondere un’anima disonesta, semmai furbetta. Quel che non ci piace è additare ad esempio un pur simpatico evasore.

 

Se fossimo in grado potremmo fare come lui, in fondo non gli è andata male, ma noi siamo come quei milioni di italiani che hanno un lavoro dipendente e le tasse le pagano fino all’ultima lira e allora non capiamo perché dovremmo imitare Valentino. Con cui poco ci accomuna, incapaci, come siamo, di guidare perfino un vespino. Non s’era mai visto che l’uffico imposte facesse pubblicità a un evasore, che pagherà solo una piccola parte della quota che gli viene contestata. Ma nel paese dei falsi pentiti, dei condoni e dei peccatori con redenzione garantita, può succedere.

di Giovanni Morandi

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