Catania, 13 febbraio 2008 - Bruno Contrada è stato ricoverato d'urgenza all'ospedale civile di Santa Maria Capua Vetere. E' quanto comunica in una nota il suo legale, avvocato Giuseppe Lipera, che acclude la relazione del professor Franco Rengo, primario del dipartimento di geriatria del Policlinico Ferdinando II di Napoli sulle condizioni di salute dell'ex funzionario del Sisde. Per il medico Contrada soffrirebbe di diverse patologie tra cui l'ipertensione arteriosa, il diabete, la gastroduodenite cronica, la cerebrovascolopatia cronica, nonchè di depressione.
Domani, giovedì 14 febbraio, Lipera sarà a Santa Maria Capua Vetere con il medico legale fiduciario dello studio legale che visiterà Contrada per poi redigere "una ennesima relazione medico-legale che sarò sottoposta al vaglio dei magistrati competenti a decidere della liberazione del detenuto".
'U DOTTORE'
L'ex numero tre del Sisde condannato definitivamente dalla Cassazione, nel maggio scorso, a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, dovrà, però, essere risarcito con 25 mila euro dal regista Giuseppe Ferrara per essere stato diffamato nel film 'Giovanni Falcone' dove venne definito con l'appellativo di 'u dottore'. Lo ha deciso la Terza sezione civile della Cassazione, che ha confermato la condanna al risarcimento nei confronti della società produttrice della pellicola del 1993, del regista e della cosceneggiatrice.
In definitiva, la Suprema Corte, riconfermando la decisione della Corte d'appello di Roma, luglio 2002, ha ritenuto che definire Contrada come 'u dottore' rappresentò una «lesione dell'identità personale» tale da essere risarcita. Al di là della condanna definitiva per concorso esterno.
La vicenda nasce dalla denuncia dell'ex poliziotto a Ferrara poichè, «in occasione dell'anteprima del film riservata ai giornalisti, tra i vari personaggi - ricostruisce la sentenza 3267 - solo uno di essi non era stato indicato nominativamente bensì con l'appellativo di 'u dottore'», ma era risultato identificabile «grazie ad una didascalia che appariva nei titoli di coda del film con il tenore: 'il numero tre del Sisde già capo della squadra mobile di Palermo, è arrestato per concorso in associazione mafiosa».
Da qui il riconoscimento del danno a Contrada al quale in primo grado venne riconsciuto addirittura un risarcimento pari a centomila euro (poi ridotto in appello a 25 mila euro). La Cassazione, sottolineando che il film di Giuseppe Ferrara aveva un carattere di «docu-film» e non di «film denuncia» e che dunque andava inserito nell'ambito del« diritto di cronaca» e non di quello di «critica», si è allineata alla decisione di merito che aveva evidenziato come «il personaggio di 'u dottore' era coinvolto in una serie di fatti che lo dipingevano in senso estremamente negativo».
In definitiva piazza Cavour, respingendo il ricorso del regista, chiarisce che «sia l'argomentazione che il tenore della didascalia, accostata alla figura di 'u dottore', potesse alludere non al Contrada ma all'intera struttura deviata dei servizi, sia la spiegazione dell'eliminazione della didascalia nel film una volta distribuito, sia in fine l'argomentazione interrogativa circa l'eventuale riferibilità ad altri personaggi, si risolvono nella mera prospettazione di possibili spiegazioni logicamente alternative a quelle prospettate dalla sentenza del giudice d'appello, e , pertanto, assolutamente carenti del requisito della decisività».
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