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DOPO OLTRE 50 ANNI

Presto in Italia il 'boia di Bolzano'
Canada, via libera all'estradizione

L'ex Ss Machael 'Misha' Seifert, 84 anni, vive da oltre mezzo secolo a Vancouver. Il 17 gennaio la Corte suprema canadese ha respinto l'appello del famigerato ufficiale tedesco Commenta

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Un'immagine d'archivio dell'ex SS Michael Seifert Ottawa, 15 febbraio 2008 -  Al via l'estradizione di Michael Misha Seifert, il 'boia di Bolzano'. Le autorità giudiziarie canadesi nelle prossime ore consegneranno l'ex criminale di guerra nazista nelle mani della polizia italiana. Funzionari dell'Interpol di Roma, accompagnati da un medico giunto appositamente dall'Italia, notificheranno a Seifert l'atto di estradizione e lo prenderanno in consegna.

 

Un aereo trasporterà il «boia di Bolzano» a Roma, dove l'arrivo è previsto al massimo entro domenica. Successivamente, Seifert verrà trasferito in un carcere militare a disposizione della Procura militare di Verona.


L'estradizione di Seifert, 84 anni, in Canada dal 1951, residente da oltre mezzo secolo a Vancouver, nel British Columbia, è stata ordinata dopo che la Corte Suprema canadese ha respinto, il 17 gennaio scorso, l'ultima istanza d'appello presentata dai legali del famigerato 'Mischà, condannato all'ergastolo dalla giustizia italiana,sentenza passata in giudicato in Cassazione.


L'Italia aveva chiesto l'estradizione del "Boia di Bolzano" già dal novembre del 2000, quando il tribunale di Verona lo ha riconosciuto colpevole di crimini di guerra compiuti nel lager di via Resia a Bolzano e lo ha condannato all'ergastolo.

 

Il verdetto della Corte Suprema ha aperto così la strada all'estradizione. Dopo la decisione del massimo tribunale canadese, le opzioni legali in mano agli avvocati di Seifert erano sfumate.
Il suo difensore, Doug Christie, lo stesso legale che assunse una certa notorietà in Canada difendendo gli storici Ernst Zundel e Jim Keegstra, che negavano l'esistenza dell'Olocausto, era apparso scettico su possibili margini di manovra per evitare l'estradizione del "Boia di Bolzano".

"Devo valutare se siano possibili eventuali contromosse»" aveva annunciato l'avvocato Christie senza troppe speranze, dopo che in tutti i gradi di giudizio la richiesta di Seifert era stata bocciata.

A salutare positivamente il verdetto della Corte Suprema che dava semaforo verde all'estradizione di «Misha» in Italia era stato Bernie Farber, del Canadian Jewish Congress. "Credo - ha dichiarato - sia giunto il momento di estradare Seifert in Italia. Qui in Canada è passato attraverso tutti i gradi di giudizio, e la risposta è stata sempre la stessa".

  • 15/02/2008 13:41

    sono passati oltre 60 anni dal 2 conflitto mondiale,ancora sprechiamo soldi x processare(anche se giusto)chi ha commesso crimini di guerra,quando i reati,la pedofilia, omicidi, truffe, rapine, frodi, anche se presi,dopo qualche anno sono fuori x buona condotta.che gli omicidi e assassini di oggi sono meglio di quelli di 60 anni fa?
  • 15/02/2008 13:49

    piano piano tutte le ingiustizie trovano giustizia
  • 15/02/2008 13:55

    Ci sono voluti 50 anni? Tutti i prossimi commenti per me saranno superflui
  • 15/02/2008 14:09

    Meriterebbe un trattamento uguale a quello che ha riservato a persone innocenti durante la guerra. Lui non ha avuto pietà a suo tempo,non vedo perchè averne ora.
  • 15/02/2008 14:22

    A 84 anni ormai che danno gli fai? Leggetevi Dossier Odessa e capirete come stanno le cose. S.
  • 15/02/2008 15:33

    Doveroso perseguire senza limiti di tempo chi si è macchiato di crimini, qualunque essi siano. Però la giustizia è tanto più giustizia quanto più è globalizzata. C'è un simile accanimento di ricerca per condanna dei terroristi di stampo islamico??
  • 15/02/2008 16:48

    penso che queste cose siano un inutile spreco di tempo,ormai a 84 anni verra' giudicato da dio per le sue colpe.Concordo sul riferimento precedente all'organizzazzione Odessa ,è inutile fare tanto i giustizialisti ora
  • Sono presenti 7 commenti
 

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