Il giovane pugliese, imputato per la morte di Meredith Kercher, è diventato ingegnere informatico con 99 su 110. Si è già iscritto alla laurea specialistica all'Università di Verona
Perugia, 15 febbraio 2008 - Si è laureato con 99 su 110 Raffaele Sollecito, il giovane pugliese, che ha discusso oggi dietro le sbarre la sua tesi in informatica sul tema della programmazione genetica. Lo studente, che è accusato di concorso nell'omicidio della ragazza inglese Meredith Kercher, si sarebbe dovuto laureare il 16 novembre scorso. Ma il 6 novembre venne arrestato. In carcere per lo stesso delitto si trovano la sua ex fidanzata americana Amanda Knox e l'ivoriano Rudy Hermann Guede.
Nessuna telecamera, nessuna macchina fotografica e nessun registratore sono stati ammessi nel corso della discussione della tesi di Sollecito nella sala biblioteca del carcere di Capanne.
L'esame e' durato una ventina di minuti. Al termine la commissione davanti alla quale si e' laureato Sollecito ha lasciato il carcere senza parlare con i tanti giornalisti in attesa. ''E' andata bene - hanno spiegato gli avvocati Maori e Brusco - e Raffaele era molto emozionato. E' molto soddisfatto per la laurea''. Sollecito si e' gia' iscritto alla laurea specialistica in informatica presso l'Universita' di Verona.
Il presidente di commissione, Giunianella Coletti, alla domanda con quale curriculum si presenta il giovane indagato per la morte di Meredith, ha risposto seccamente che nonostante tutto anche il suo studente ha diritto ad una privacy su alcuni aspetti della sua vita quotidiana. A quanto sembra la tesi è stata dedicata da Raffaele a tutta la sua famiglia che lo sta sostenendo in questo momento difficile.
Nella testa del giovane pugliese Amanda, la fidanzata indagata anche lei, è ormai un ricordo esclusivamente giudiziario. Tanto è vero che nel giorno degli innamorati, ovvero San Valentino, Raffaele non ha mai parlato della sua 'fiamma' americana.
Un gessato grigio è indossato da Raffaele per la discussione della tesi con una camicia rosa con un colletto alla coreana. La scelta della camicia è stata determinata dalle norme di sicurezza del carcere di Capanne che vieta ai propri ospiti di indossate cravatte.
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