Berlino, 16 febbraio 2008 - Il celibato dei preti non è una necessità teologica, le unioni omosessuali sono una realtà di cui bisogna tenere conto, la Cdu non è più un interlocutore privilegiato della Chiesa rispetto a Spd e Verdi: si è presentato con una linea molto progressista e per certi versi rivoluzionaria il nuovo presidente della Conferenza episcopale tedesca, l'arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch.
In un'intervista a Der Spiegel, monsignor Zollitsch ha spiegato di essere "contrario al divieto di riflessione" sul superamento dell'obbligo del celibato per i preti. "Constatiamo la diminuzione delle vocazioni - ha spiegato Zollitsch - perchè la sfida del Vangelo è difficile da trasmettere, ed è ovvio che il collegamento tra l'essere prete e il celibato non è teologicamente necessario".
L'arcivescovo di Friburgo, eletto martedì scorso come successore di Karl Lehmann, si rende conto che consentire il matrimonio dei preti "sarebbe una rivoluzione che una parte della Chiesa non accetterebbe". Per questo, ha spiegato, "a mio avviso non si può cambiare nulla senza convocare prima un Concilio, poichè questo fatto (l'abolizione del celibato, ndr) inciderebbe molto nella vita interna della Chiesa".
Anche in fatto di unioni omosessuali Zollitsch si mostra molto tollerante e spiegando che "non è una questione di liberalità, poichè si tratta di una realtà sociale. Come cattolico - ha sottolineato - il mio ideale sono ovviamente il matrimonio e la famiglia, ma se esistono persone con questa disposizione (all'omosessualità, ndr), lo Stato può adottare le opportune regolamentazioni, anche se considero sbagliato il concetto di matrimonio omosessuale, poichè lo mette sullo stesso piano del matrimonio tra uomo e donna".
Sull'apertura della funzione sacerdotale alle donne, invece, il presidente dei vescovi tedeschi non lascia spiragli, poichè "Gesù Cristo ha chiamato solo gli uomini a fare gli apostoli: la funzione sacerdotale e quella episcopale restano riservate agli uomini, anche se in determinate cerimonie religiose le donne possono predicare. Siamo interessati ad avere donne come assistenti spirituali".
Ma da Zollitsch arriva anche un'importante presa di distanza dalla Cdu-Csu del cancelliere Angela Merkel. A suo dire c'è stato un allentamento del legame tra la Chiesa cattolica tedesca e il partito cristiano-democratico, perchè "la Cdu si è più fortemente orientata sulle tesi neoliberali e rischia di non tenere più nel debito conto l'economia sociale di mercato e i temi sociali. Per questi motivi - ha osservato - c'è meno vicinanza tra la Chiesa cattolica e la Cdu. Del resto - ha aggiunto il prelato - la Spd e gli altri partiti tematizzano più che in passato alcuni aspetti che per noi sono importanti. Oggi molti Verdi difendono sulle nostre stesse posizioni la protezione della vita".
Karl Lehmann si era dimesso a gennaio per problemi cardiaci dopo un ventennio alla guida dei vescovi tedeschi.
LA CONFESSIONE: AVREI VOLUTO ESSERE PADRE
Dopo aver definito il celibato "non necessario" e aver aperto uno spiraglio ai preti sposati e gay, il nuovo presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch, rivela, in un'intervista pubblicata oggi dalla Bild am Sonntag, che sarebbe diventato volentieri padre.
"Ero innamorato di una compagna di classe e vedevo bene per me un matrimonio e una famiglia. Sarei volentieri diventato padre - dice -. Non avere propri figli è di per sé una rinuncia. Ho dovuto provare questa rinuncia su me stesso, per poter essere disponibile nei confronti di molte persone".
L'arcivescovo di Friburgo spiega anche le ragioni che lo convinsero a prendere i voti: "Fu una decisione assolutamente razionale: volevo aiutare altri uomini a condurre una vita nella fede e senza peccato".
E, se di peccati parliamo, Zollitsch riconosce di avere almeno qualche vizio: "Non riesco a spegnermi, la sera ascolto musica di Mozart, Haydn e Bach, leggo, bevo anche volentieri un bicchiere di vino rosso. E in estate amo le escursioni in montagna, da mattina a sera".
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