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IL REFERENDUM DI FIRENZE

Tramvia in centro? Vincono i contrari
Ma al voto solo 4 fiorentini su 10

La consultazione popolare conferma la spaccatura della città: il 53% non vuole la linea del Duomo, mentre c'è sostanziale parità per quella di Careggi

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tramvia FIRENZE, 18 febbraio 2008 - IL FRONTE contrario alla tramvia vince di poco ma molta gente resta a casa. Così è difficile stabilire esattamente cosa ne pensi numericamente la città di questo sistema con il quale il Comune vuole risolvere gli affanni del trasporto pubblico. Dai numeri sembra di capire che ai fiorentini stia più a cuore il Duomo degli alberi tagliati lungo il percorso del tram. Perché il successo dei Comitati di protesta capeggiati dal ’signor referendum’, Mario Razzanelli, è impercettibile - quasi un pareggio - sul quesito che riguardava la linea dalla Stazione a Careggi (51 a 49 per cento); è un po’ più marcato sull’altro progetto, da Peretola a piazza della Libertà con passaggio accanto al Battistero (53 a 47 per cento).

A MODO LORO, tutti hanno qualche motivo per cantare vittoria. Difatti nella notte esultano da una parte e dall’altra. Difficile ignorare però che solo il 39,4 per cento della gente è andato a votare. Per Razzanelli è comunque un risultato positivo, in valore assoluto; mentre i favorevoli alla tramvia possono sostenere che la maggioranza dei fiorentini ha ignorato la consultazione perché implicitamente approvano le scelte di Palazzo Vecchio. Una specie di silenzio assenso. E sarà il dato incoraggiante per il sindaco Domenici, che tuttavia aveva già avvertito prima del referendum: «Si può discutere, ma il progetto non si cambia, la tramvia va avanti».


I Comitati di cittadini hanno voluto esprimere un dissenso che dovrà essere valutato. Anche se il risultato complessivo andrebbe sezionato nei vari quartieri della città: più numerosi i contrari laddove è previsto il passaggio del tram, più fiduciosi nelle scelte dell’amministrazione gli abitanti delle zone che non sono interessate dai cantieri

RESTA la preoccupazione - questa sì - per il Duomo. Nel centro storico la contestazione alla tramvia è stata più forte, benchè non ancora netta (57 per cento).
La giornata elettorale era cominciata con un grande entusiasmo. Ore 10: alla scuola di Rifredi la ressa di chi vuol votare è continua. Signori di mezza età sventolano la carta d’identità; arrivano anche anziani accompagnati dai figli e il presidente del seggio fa fatica a smistare tutti. Qui la percentuale della partecipazione al referendum è alta. Rifredi scivola verso la periferia della città, ospita il mega ospedale di Careggi ma è un quartiere speciale, perché da queste strade passerà la linea 3 della tramvia e nei mesi scorsi la zona è stata teatro delle proteste più eclatanti: una fiaccolata animata da famiglie con bambini e la clamorosa protesta contro il taglio di centinaia di alberi che dovranno fare posto ai binari. Qui un fiorentino, Antonio Laganà, per una settimana restò su un bagolaro per impedire che fosse abbattuto. Poi la giornata ha raffreddato la corsa al voto.

 

 Alla fine l’affluenza sarà più bassa di quella annunciata nei sondaggi. Da oggi, però, risalirà la tensione. La campagna elettorale si sposta sulle politiche. Ma la tramvia si farà, nonostante la ressa dei numeri.

di MARCELLO MANCINI

 

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