Pristina, 18 febbraio 2008 - Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna sono stati i primi Paesi europei a riconoscere il Kosovo. L'Unione Europea ha lasciato ai Ventisette la libertà di riconoscere o meno l'indipendenza del Kosovo. Nel Cagre di Bruxelles si sono confrontate due posizioni: quella di chi crede che l'indipendenza sia la soluzione migliore e che il diritto internazionale non ne esca minato e quella di chi - come la Spagna - vi vede un precedente pericoloso e illegale.
Il commissario all'Allargamento Olli Rehn aveva sottolineato già in mattinata che non si tratta di un atto che spetta all'Unione europea, ma ai singoli Stati membri. Secondo il commissario europeo la questione del Kosovo non può diventare un precedente per altri casi simili, come temono i Paesi contrari al riconoscimento come Spagna e Cipro, perchè si tratta «di un caso 'sui generis'» e gli ultimi sviluppi non sono che il risultato di una situazione che "non era più sostenibile". L'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea Javier Solana ha chiesto a tutti di agire "in modo responsabile".
L'Italia è pronta a riconoscere l'indipendenza del Kosovo. "Posso annunciare l'intenzione di procedere al riconoscimento del Kosovo", ha dichiarato il ministro degli Estero Massimo D'Alema oggi a Bruxelles, a conclusione della riunione dei capi delle diplomazie dei 27. D'Alema riferirà mercoledì alla Camera. L'indipendenza del Kosovo - ha detto D'Alema - è lo sbocco non evitabile del processo di frammentazione della ex Jugoslavia, del conflitto e del lungo periodo di protettorato internazionale".
Per il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner la dichiarazione unilaterale del Kosovo è un grande successo per l'Europa e per i kosovari. Era, ha detto Kouchner ai giornalisti, "una decisione molto attesa e le cose stiano andando meglio del previsto". Il capo della diplomazia francese ha liquidato le voci di divisioni in seno all'Ue: "Lo sapevamo molto bene e sapevamo che ci sarebbero stati dei punti di vista differenti - ha detto -perchè ci sono Paesi che affrontano difficoltà molto concrete all'interno delle loro frontiere, ma non per questo non c'è unità".
APPELLO DI THACI A MOSCA
Il Kosovo è pronto a cooperare attivamente con la Russia, se Mosca riconosce l'indipendenza del Kosovo. Lo afferma Hashim Thaci, primo ministro del Kosovo, la regione balcanica a maggioranza albanese che ieri ha proclamato la propria indipendenza. "Gli Stati Uniti e l'Unione europea, alla quale siamo grati per il sostegno all'idea di indipendenza del Kosovo, saranno il nostro principale partner in politica estera" ha detto Thaci in un'intervista al quotidiano russo Vremya Novostei.
Però se la Russia "ammetterà la nuova realtà, siamo pronti a sviluppare la cooperazione con lei, come una delle potenze mondiali e un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".
Nel frattempo, Pristina sottolinea che è disposta a contrastare qualsiasi azione a nome della Serbia, compreso un blocco economico. "Abbiamo un piano reale. E' stato sviluppato dalla comunità di gestione internazionale e dai rappresentanti delle forze della NATO. Ci permetterà di vincere qualsiasi confronto con Belgrado".
MOSCA: BAN-KI-MOON CHIARISCA SUA POSIZIONE
Mosca chiede al Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di esprimere "più chiaramente" la sua posizione sulla proclamazione unilaterale del Kosovo. Lo ha detto il rappresentante speciale per i Balcani del ministero degli esteri russo Alexander Botsan-Kharchenko .
CINA PREOCCUPATA
La Cina è "profondamente preoccupata" dalla proclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del ministero cinese degli affari esteri, Liu Jianchao. "La procedura unilaterale adottata dal Kosovo rischia di creare reazioni a catena e di avere importanti ripercussioni negative sulla pace e la stabilità della regione dei Balcani" ha affermato Liu Jianchao nel comunicato.
PRODI: E' L'ORA DEL DIALOGO
"È il momento della saggezza e del dialogo". Il presidente del Consiglio dimissionario Romano prodi commenta così la proclamazione di indipendenza da parte del Kosovo, rispondendo ai cronisti a Bologna. "È una svolta - prosegue Prodi raccontando di aver avuto ieri - una lunga conversazione con il presidente Hashmin Tachi, augurando e chiedendo che sia applicata saggezza, capacità di comprensione e anche dialogo in questa fase così difficile per la Serbia, ma con una evoluzione che è inevitabile".
"Ho assicurato Tachi di una vicinanza continua dell'Europa e dell'Italia riguardo al suo Paese", aggiunge il Professore ricordando che «noi abbiamo una lunga amicizia con la Serbia, e quindi abbiamo una responsabilità perchè la Serbia non si senta in questo momento allontanata dall'Europa".
BELGRADO: 65 FERITI NELLE MANIFESTAZIONI
Il presidente serbo Boris Tadic è partito per New York per partecipare alla nuova riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sul Kosovo, dopo che quella di ieri si è chiusa senza trovare un accordo. Tadic, sostenuto dalla Russia, intende esprimere la sua ferma opposizione alla proclamazione unilaterale d'indipendenza, sostenuta da una parte dei paesi occidentali. Intanto più di 65 persone, per la metà poliziotti e giornalisti, sono rimaste ferite durante la notte a Belgrado nelle proteste contro la proclamazione unilaterale d'indipendenza Pristina, culminate in scontri davanti all'ambasciata albanese.
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