Reggio Calabria, 18 febbraio 2008 - Colpo grosso del Ros di Reggio Calabria, che dopo oltre venti anni di latitanza, mette fine alla libertà di Pasquale Condello, 57 anni, pericoloso "capo bastone" della città dello stretto. Pasquale Condello, boss indiscusso della `ndrangheta calabrese e di quella reggina in particolare, ha una carriera criminale di tutto rispetto.
Gli uomini del tenete colonnello Valerio Giardina, lo hanno scovato in un appartamento della periferia di Reggio Calabria, nel rione di Pellaro, "ghetto" degli alleati del super boss, che garantivano alla stessa "primula rossa" reggina una latitanza tranquilla. Domani il comandante dei Ros, Ganzer, terrà una conferenza stampa.
I segugi del Ros di reggio Calabria, avevano da tre giorni, individuato la casa dove poteva nascondersi il latitante. Ieri sera, poco prima delle 21, avuta la certezza della presenza dell'ormai ex primula rossa, i militari del colonnello Valerio Giardina, hanno fatto irruzione, stringendo ai polsi del "supremo" le manette dopo oltre 20 anni di ininterrotta caccia.
Insieme al latitante al momento dell'arresto cerano anche altre persone, la cui posizione è al momento al vaglio degli inquirenti. La carriera criminale di Pasquale Condello, parte da lontano. Si lega, infatti, a Paolo De Stefano, ex capo bastone della provincia reggina, quel legame iniziale venne cementato il giorno delle nozze dell'allora giovane Pasquale, che scelse come "compari di nozze" don Paolino De Stefano, ucciso nel 1985 in agguato mafioso e Giovanni Fontana, altro elemento di spicco della `ndrangheta reggina, in carcere da anni.
Quel legame, che sembrava indissolubile, si sciolse, invece, il giorno dell'agguato, il 12 ottobre del 1985 in cui cadde proprio Paolo De Stefano: Condello, infatti, sceglierà una strada diversa da quella dei suoi "compari" alleandosi con il cartello della `ndrine degli "Imerti- Rosmini-Fontana - Saraceno".
Un potente cartello che si contrappose decisamente a quello che raggruppava i De Stefano, i Tegano, i Martino e i Libri, è che si sono combattuti per oltre sei anni, in una guerra di sangue senza confini, è che alla fine lasciò sull'asfalto oltre 800 morti ammazzati.
Pasquale Condello era latitante dall'estate del 1987, quando sfuggi alla cattura nell'operazione Olimpia 2, che vide finire sul banco degli imputati oltre cinquecento persone, in una sola volta, in quella che fu denominata l'operazione contro la `ndrangheta per eccellenza.
Proprio l'agguato che decreto la morte di "don Paolino De Stefano", fu considerato l'eclatante risposta all'autobomba, di qualche giorno prima usata per colpire l'altro capo indiscusso della `ndrangheta, Nino Imerti, detto il "corto", che però riuscì a salvarsi, decretando, cosi, l'inizio della guerra di mafia. È proprio in quest'occasione viene collegata l'ascesa del capo dei "condelliani" Pasquale Condello.
Il boss, è inseguito da numerosi provvedimenti giudiziaria, tra cui quattro condanne definitive all'ergastolo, passate già in giudicato. Pasquale Condello, con il sopranNome di "Il supremo", per il modo che aveva di comportarsi con gli altri, è ora rinchiuso nel carcere di Reggio Calabria.
Sono ben otto i candidati premier scesi in campo per le prossime elezioni politiche. Oltre a Berluscoli e Veltroni, infatti, si contano Ferrando, Bertinotti, Tabacci, Casini e Mastella