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L'ANALISI

Larghe intese, via obbligata

Forse avremo una campagna elettorale di segno diverso: più controllata, meno volgare e soprattutto con il leader del centrodestra meno demonizzato rispetto al passato... di Aldo Forbice Commenta

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aldo forbice Roma, 21 febbraio 2008 - I toni della campagna elettorale non sono ancora roventi. Il duello Berlusconi-Veltroni sembra, almeno per il momento, uno scambio di cortesie tra signorine di buona famiglia. Certo, non mancano l’ironia e le battute sarcastiche ma, nell’insieme, giudichiamo positivamente il radicale mutamento del linguaggio politico.

 

Forse non possiamo dire la stessa cosa di tanti altri personaggi di quello che un tempo veniva definito il teatrino della politica che, per ragioni di visibilità e di distinguo, tirano fuori dal cappello proposte fantasiose per danneggiare Mediaset, ma che di fatto finirebbero con il minare anche il servizio pubblico televisivo.

 

Di Veltroni ci piace però sottolineare positivamente la frase "non sentirete mai una mia parola contro Berlusconi". E’ questa una svolta, ricambiata con una "polemica giocosa" dal leader del Popolo della libertà. Certo, come avversari tenaci, c’è da aspettarsi da entrambi, fra non molto, polemiche più serrate e più infuocate soprattutto da parte di alleati o ex alleati (Fini, Casini, Di Pietro, radicali e socialisti), per non parlare degli esponenti della Sinistra Arcobaleno (che ci sembrano stranamente silenziosi) e della destra di Storace. Forse avremo una campagna elettorale di segno diverso: più controllata, meno volgare e soprattutto con il leader del centrodestra meno demonizzato rispetto al passato.

Naturalmente i colpi di scena non mancheranno. Fioccano le accuse a Veltroni e al Pd di avere rubato idee a Prodi, ma soprattutto per avere fotocopiato i programmi della Casa delle libertà. Gli amici di Veltroni non smentiscono, ma, imbarazzati, si giustificano affermando che i problemi della crisi italiana sono sotto gli occhi di tutti: retribuzioni e pensioni basse, scarsa competitività della nostra industria, opere pubbliche da realizzare, tasse fra le più alte d’Europa, necessità di incentivi per l’occupazione giovanile, servizi sociali carenti, avvio di una politica energetica che preveda anche il rilancio del nucleare, una legge più organica dell’immigrazione e dell’accoglienza, maggiore sicurezza per i cittadini.

 

Un programma di grande respiro e che certo non potrà essere affrontato da una sola coalizione o da un solo partito. E’ evidente che oggi nessun grande partito, in campagna elettorale, ha interesse a parlare di grandi intese. Ma siamo convinti che questa linea finirà con il diventare l’unica effettivamente percorribile.

 

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